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La navigazione dei dipendenti non può essere controllata dal datore di lavoro

ROMA – La navigazione dei dipendenti non può essere controllata dal datore di lavoro. Lo ha dichiarato il Garante della privacy in un provvedimento riguardante il licenziamento di un impiegato, reo di aver consultato siti Web “non autorizzati” durante l’orario di lavoro. Secondo l’Authority l’azienda in questione avrebbe compiuto più di un illecito: non solo non ha informato il dipendente che la sua navigazione era sotto osservazione ma, consultando l’elenco dei siti visitati, ha anche raccolto “informazioni sensibili” su di lui. Con il termine “informazioni sensibili” ci si riferisce a quei dati che possono rivelare convinzioni politiche, sentimenti religiosi e preferenze sessuali, che possono essere raccolte senza il consenso dell’interessato soltanto ove queste siano “indispensabili” per far valere un diritto in giudizio. In questo caso l’indispensabilità non è emersa.

Autore: ITespresso
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