Niente YouTube ai militari americani

Marketing

Anche MySpace viene bannato dalla Difesa Usa, mentre viene premiato un
soldato blogger al fronte in Iraq

Il Web 2.0 che tanto risalto dà alla politica (dalle primarie americane alle recenti elezioni francesi) mal si concilia con il mondo a stelle e strisce dei soldati al fronte. Proprio mentre viene priemiato con il “Blooker prizeun soldato americano che ha raccontato i combattimenti in Iraq in un libro iniziato come blog sul Web, con i post inviati da una tenda connessa in Rete nel triangolo sunnita, la Difesa americana decide di bannare YouTube e MySpace. Ammazzare il tempo al fronte con il Web 2.0 non va bene:postare sui siti può costare in termini di sicurezza alle missioni. Del resto Sophos tempo fa ha consigliato di impedire l’accesso a Second Life in ufficio, per analoghe motivazioni. Non sarebbe quindi una forma di censura al social networking o al video sharing, ma solo una questione di sicurezza. Il generale Bell ha allertato i vertici militari Usa dall’utilizzo di questi siti senza mezzi termini. Certo, senza blog, non avremmo oggi il libro My war del soldato Colby Buzzell, che si è inspirato all’opera Mattatoio Cinque di un altro celebre veterano nella Dresda della Seconda Guerra mondiale, Kurt Vonnegut, recentemente scomparso.

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