No ai database biometrici

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I passaporti biometrici suscitano le proteste dei gruppi di difesa dei
diritti civili.

I futuri passaporti conterranno standard, per ora in fase di sviluppo, per le misurazioni biometriche: i governi avranno a disposizione, come mai prima d’ora, i mezzi per controllare i movimenti delle persone, avvisano i sostenitori dei diritti civili. L’International Civil Aviation Organisation (ICAO) ha approvato come standard internazionale una mappatura facciale nei prossimi passaporti. Un adeguato spazio di memoria supplementare sarà riservato ad altre informazioni biomtriche, come le impronte digitali, per esempio. Gli oppositori, tra cui Privacy International e l’American Civil Liberties Union, sostengono che i gopverni potranno creare database di identificazione condivisi in tutto il mondo con cui entro il 2015, un milione di viaggiatori potrà essere controllato in tutti i suoi spostamenti. In una lettera aperta indirizzata all’ICAO, sostengono: “Benché ci rendiamo conto del desiderio dell’ICAO di migliorare l’affidabilità dei documenti di viaggio, ridurre le frodi, combattere il terrorismo e proteggere la sicurezza dei viaggi aerei, l’implementazione delle misure biometriche avrà effetti sproporzionati sulla privacy e sui diritti civili”.

Autore: ITespresso
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