No cash day, gli italiani sono favorevoli alla moneta elettronica

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Renato Mannheimer

Secondo un sondaggio dell’Ispo, almeno l’80% degli intervistati ha dichiarato di essere favorevole a strumenti di pagamento elettronici. Gli italiani sono poco consapevoli, però, del costo sociale del contante

L’80% degli italiani è favorevole ai sistemi di pagamento elettronico. In particolare, il 52% si dice molto favorevole, mentre il 28 lo è abbastanza e solo il 6% si dichiara assolutamente contrario. Sono i risultati di un sondaggio, su un campione di 800 individui rappresentativo della popolazione italiana internauta, condotto da Ispo ed esposto da Renato Mannheimer, presidente dell’Ispo, durante la seconda edizione della giornata contro il contante, No cash day, tenutosi a Milano.

Mannheimer afferma che “la percentuale di utilizzo delle carte cresce al crescere dell’età della popolazione – spiega – mentre meno i giovani, forse perché hanno meno soldi”. Mannheimer ha sottolineato come in alcuni stati europei si paghi molto con la moneta elettronica, ha fatto l’esempio del caffè, e sottolinea come, anche in Italia, la popolazione non sia contraria a questo.

Il 62% degli intervistati è d’accordo perché vede vantaggi e la moneta elettronica è percepita più sicura. In generale quindi direi che c’è accordo e, per il 75% la popolazione è propensa ad acquistare nei luoghi dove accettano le carte elettroniche”. Mannheimer lamenta il fatto che l’Italia è ancora un paese in cui la moneta è molto utilizzata e fa notare come la circolazione della moneta tradizionale, non tracciata, va a favore di attività criminali “serve una rivoluzione culturale”, tuona Mannheimer e ricorda come “il 40% delle rapine in banca in Europa avviene in Italia”, precisa.

Ma gli italiani sono consapevoli dei costi e dei rischi connessi all’uso dei contanti? Si chiede il presidente Ispo? Secondo il sondaggio, non completamente. Il 37% degli intervistati è a conoscenza del fatto che i contanti costano al sistema paese oltre 10 miliardi di euro l’anno. Il 79% del campione è d’accordo che per contenere i costi del contate è necessario incentivare l’uso della moneta elettronica.

Questa percentuale aumenta con l’avanzare dell’età e tra i molto favorevoli alla moneta elettronica. Allo stesso tempo è poco diffusa (37%) la conoscenza dei rischi del contante legati alla frequenza dei furti in banca in Italia.

Dato il ruolo della moneta elettronica nella riduzione dei costi e dei rischi del contante e date la praticità di utilizzo e la possibilità di contrasto all’evasione fiscale, la maggioranza assoluta degli intervistati concorda con la necessità di incentivare le partite Iva a dotarsi di lettori di carte di credito/debito per i pagamenti.

L’accordo maggiore si registra presso coloro che sono soliti utilizzare spesso le carte di pagamento, in particolare in riferimento a tassisti e commercianti al dettaglio. Analogamente elevato il consenso per le soluzioni proposte al fine di diffondere l’uso della moneta elettronica in generale. Utile sembrerebbe essere la riduzione dei costi fissi mensili degli strumenti di pagamento elettronico.

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