Nobel per la Fisica 2014 agli inventori dei LED Blu

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Nobel per la Fisica 2014 agli inventori dei LED
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Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura, inventori dei LED Blu, sono i vincitori del premio Nobel per la Fisica 2014. Un Nobel green che parla il linguaggio dell’IT

Entro il 2023 il mercato dei LED (Light Emitting Diode) del settore residenziale raggiungeranno quota 1,1 miliardi di dollari. Ma i LED ad alta efficienza hanno cambiato la storia dell’elettronica. Oggi l’Accademia Reale delle Scienze di Svezia ha insignito del Premio Nobel 2014 Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura, inventori dei LED Blu,  “i diodi a emissione di luce blu”. Un Nobel green che dimostra come la scienza possa migliorare la nostra vita quotidiana. “Come le lampade a bulbo hanno illuminato il ventesimo secolo, i Led saranno le luci del ventunesimo secolo”, spiega la Fondazione Nobel.

Isamu Akasaki (Meijo University e Nagoya University), Hiroshi Amano (Nagoya University) e Shuji Nakamura (Università della California, Santa Barbara) sono stati premiati con il Premio Nobel per “l’invenzione dei diodi efficienti a emissione di luce blu” che hanno aperto le porte a “fonti luminose bianche brillanti e a risparmio di energia”.

I Led sono realizzati attravewrso una serie di strati di semiconduttori in grado di trasformare l’elettricità  in particelle di luce (fotoni). I Led vantano durate da 100.000 ore, rispetto alle mille delle lampade a incandescenza e delle 10.000 ore di quelle a fluorescenza. L’attuale record di efficienza luminosa per i Led blu supera 300 lumen/Watt, pari a quella di 16 lampade tradizionali o di 70 lampade a fluorescenza.

Nobel per la Fisica 2014 agli inventori dei LED
Nobel per la Fisica 2014 agli inventori dei LED

I LED, sviluppati tra il 1989 e il 1993, non sono solo più efficienti delle vecchie lampadine a incandescenza, ma anche delle più recenti alogene o quelle a basso consumo fluorescenti. I LED sfruttano tutta l’energia impiegata per emettere luce, senza sprecarne parte nella dispersione di calore. Alcuni sistemi LED includono all’interno sistemi radio che consentono di comandare a distanza le lampadine utilizzando uno smartphone, fattore di sicuro interesse per il mercato e per i consumatori.

Ma i LED sono utilizzati in molte tecnologie oggi popolari.Spaziano dai telecomandi a infrarossi alla retroilluminazione di display LCD; dall’illuminazione alle comunicazioni ottiche a breve distanza (dove rimpiazzano il costoso laser); fino agli indicatori di stato (lampadine spia) eccetera.

Dalla prima versione di un monitor CRT (Tubo a raggi catodici) – il tubo di Braun -, inventato in Germania, ai primi Lcd, è passata molta acqua sotto i ponti. Poi la comparsa dell’Oled ha portato vantaggi innegabili: dal basso consumo ai profili più sottili, fino ai neri più profondi. I prezzi in discesa, gli investimenti in ricerca, le risoluzioni più elevate a parità di diagonale, hanno decretato il sorpasso degli Lcd sul plasma già nel 2006. Al CES di Las Vegas di gennaio 2008, Panasonic ha svelato un prototipo di pannello da ben 150 pollici, ma da allora gli Oled (Organic Light Emitting Diode) hanno guadagnato in popolarità grazie alla capacità di emettere luce propria. Inoltre la tecnologia Oled consente di realizzare display molto più sottili, perfino pieghevoli e arrotolabili, e che richiedono minori quantità di energia per funzionare.

Nel 2013 hanno debuttato sul mercato i primi schermi flessibili, o meglio curvi, determinanti per realizzare dispositivi di Wearable technology (tecnologia da indossare), soprattutto nel settore degli Smart Watch, gli orologi intelligenti, il cui design è più sexy se lo schermo segue la linea flessuosa del polso. Ma un giorno indosseremo anche vestiti a Led.

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