Nokia e Rim, giganti in trasformazione?

Aziende

Il mercato smartphone è in rapida evoluzione: corre a doppia cifra, ma miete vittime illustri. La crescita di Android, ma anche di iPhone avviene a spese di Rim Blackberry e di Nokia Symbian. Nokia e Rim cadono in Borsa e sono nel mirino di speculazioni di vario genere: addirittura si rincorrono voci riguardo possibili acquisizioni, entro fine estate. Microsoft ha un patto strategico con Nokia, che, nonostante le smentite del Ceo Stephen Elop, potrebbe diventare qualcosa di più. Le società di analisi scommettono sull’acquisizione di Rim: Dell e forse anche la stessa Microsoft potrebbero essere tentate di comprare un’azienda che valeva 83 miliardi di dollari, solo tre anni fa, e ha perso l’82% in circa 12 trimestri, per scendere a 13.6 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Mentre Nokia presenta N9 e Rim è impegnata a internazionalizzare le vendite del tablet Playbook (che ha venduto mezzo milione di unità in un trimestre: non male), il gossip su possibili M&A non cessa

Nokia e Rim cadono in Borsa. E non da oggi. I dati parlano chiaro: Nokia ha tagliato le previsioni delle attività Devices & services per il secondo trimestre 2011, e, anche se il Ceo Stephen Elop ha spiegato che questo è un anno di transizione per il passaggio da Symbian a Windows Phone 7, il titolo è in “caduta libera”. Il Ceo Stephen Elop ha assistito al crollo del 37% del valore del titolo di Nokia nei soli otto mesi dalla sua nomina. Il precedente Ceo aveva visto il titolo perdere il 55% in quattro anni. C’è insomma un’accelerazione nella disaffezione verso il titolo di Nokia, che si dice che potrebbe perdere lo scettro (finora mantenuto a denti stretti) del mercato cellulari, a favore di Samsung. E’ Nomura a scommettere sul sorpasso di Nokia da parte del colosso sud-coreano.

Anche Rim, il vendor del Blackberry, non se la passa meglio a Wall Street: il vento per Rim è cambiato tre anni fa, prima quando è apparso il primo iPhone 3G con App Store nel 2008, poi quando Google Android ha preso la rincorsa per diventare il primo sistema operativo del mercato, alle spese di tutti, Symbian e Blackberry Os compreso. Dal valore record di 83 miliardi di capitalizzazione di mercato, in un triennio Rim perdeva l’82% per scendere a 13.6 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Il tutto avveniva sotto il segno dell’ascesa di Apple, in crescita del 74%.

Ma i due ex colossi, uno del mercato smartphone (Rim ha inventato l’email mobile) e l’altro del mercato globale cellulari, sono in declino o in evoluzione? Vediamo che cosa sta avvenendo sotto i nostri occhi.

Nokia, in attesa del debutto del primo Nokia Phone 7 (con piattaforma Microsoft), sta vivendo una lunga e complessa fase di transizione: l’addio a Symbian sugli smartphone di fascia alta corrisponde con il lancio di Nokia N9 con piattaforma MeeGo, basata su Linux. Attualmente Nokia supporta non solo Symbian (che passa ad Accenture), ma anche MeeGo (frutto della fusione fra Linux Moblin di Intel e Linux Moemo di Nokia); e ha già in cantiere il primo Nokia Phone 7 con Windows Phone 7.5 (nome in codice: Mango).

Nokia, da quando è arrivato il nuovo Ceo (Stephen Elop), è vero che perde market share e perde valore di capitalizzazione, ma è tutt’altro che ferma. Nokia ha vinto una storica battaglia sui brevetti contro Apple: ogni iPhone venduto frutterà al colosso finlandese delle royalties, piu’ una sostanziosa una tantum (un’unica soluzione da circa mezzo milione di dollari). Con questi soldi più i “miliardi di dollari” frutto dell’accordo con Microsoft, Nokia può permettersi una transizione “dorata”. Anche se nel mercato smartphone è vietato “dormire sugli allori”, Nokia può passare Symbian ad Accenture, senza troppi grattacapi. E il crollo in Borsa, viene visto dagli analisti come un segnale: quando il prezzo sarà “giusto”, Microsoft potrebbe acquisire Nokia (anche se gli interessati smentiscono categoricamente).

E Rim? Anche l’ex colosso del Blackberry, oggi forte del tablet Playbook (che ha venduto 500 mila unità in tre mesi, dimostrando la vitalità del brand-icona Rim), non è “fermo sulle gambe” come gli analisti temono. RIM genera un flusso di cassa di 2.87 miliardi di dollari, pari al 21% del suo valore di mercato: la più elevata proporzione nel mercato smartphone. La base clienti di Rim crescerà da 42 milioni a 77 milioni di utenti (Sanford C. Bernstein), per la maggior parte clienti di fascia aziendale. Oggi acquisire Rim anche a 40 dollari per azione, con il 50% di premio, sarebbe un affare. Cifre e percentuali da non sottovalutare: anche perché la canadese Research In Motion ha generato ricavi pari a 4,9 miliardi di dollari (per il 78% di hardware, per il 20% di vendita di servizi e per il 2% di software), registrando un incremento del 16% rispetto all’analogo trimestre del 2010. Per Microsoft che ha dimezzato il suo market share, da  6.8% al  3.6% (fonte: Gartner), Rim porterebbe “massa critica” da aggiungere a Windows Phone. Per Dell che ha visto crollare del 32% i ricavi dal mercato Pc nell’ultimo quinquennio, si tratterebbe di un’occasione per entrare nell’era Post-Pc: dal Pc al Mobile.

Secondo IDC, le previsioni sul mercato smartphone prevedono nel 2011 472 milioni di unità spedite, in crescita del 55%, rispetto ai 305 milioni di unità vendute lo scorso anno. I takeover di Rim e Nokia sono dunque nell’aria? Vedremo.

Mercato Usa Smartphone
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