Nokia e Symbian, il parere delle società di analisi

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La presa del controllo su tutta Symbian, rimette Nokia al centro dello sviluppo di piattaforme mobili all’insegna dell’Open source. Le società di analisi mettono sotto la lente l’acquisizione

Secondo Gartner l’acquisizione del restante 52% di Symbian per portarsi a casa tutta Symbia, non è una sorpresa: il probabile successo di Google Android, quando uscirà, ha messo fretta a Nokia. Il coinvolgimento in S ymbian Foundation di tanti membri, già presenti in LiMo e Open Handset Alliance, dimostra la corsa all’Open source degli attori del mercato smartphon e.

Tutti vogliono l’open source, e poi i vendor di cellulari e gli operatori decideranno quale piattaforma open source mettere (il nuovo Symbian, Linux Mobile o Google Android) nel loro portafoglio prodotti. Una piattaforma open source non è forse per tutte le stagioni, e la ricca varietà di scelta sarà positiva per competitività e innovazione.

Ma, secondo Gartner,la differenza tra Google Anroid e Symbian Fondation sarà essenzialmente Google, il motore di ricerca dell’advertising online e mobile: a differenziare le due piattaforme sarà il modello di business in uno scenario dominato dall’advertising mobile.

Gartner vede più messo all’angolo LiM o, che ha provato a essere una macchina Pr senza troppa consistenza, rispetto invece a Google Android, la cui forza risiede nel business model.

La nuova Symbian non decreterà subito la fine di UIQ, controllata da Sony Ericsson, ma l’interfaccia utente dovrà differenziarsi su certi dispositivi ora che Symbian verrà resa open source.

J.Gold Associates invece vede un attacco frontale a Google Android. Ma in un mercato smartphone in forte crescita, trainato dalla connessione a Internet, in cui Symbian è usato dal 60% degli smartphone nel mondo, è naturale che Symbian stesso voglia evolversi, nell’era di iPhone e Android.

A doversi giustificare, sarà infine Microsoft: la sfida Open source gratuita obbliga Windows Mobile a essere più competitivo per giustificare la spesa del sistema operativo: forse dovrà basare i suoi ricavi sulle applicazioni o sui servizi, conclude J.Gold Associates.

GigaOm infine ritiene che la vecchia guardia della telefonia non possa rimanere impassibile quando Apple, che di stemi operativi se ne intende, rinnova la sua piattaforma software in ambito mobile e dimostra che gli smartphone possono fare di più nel Web mobile.

Autore: ITespresso
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