Nokia-Siemens nega di aver venduto filtri alla censura iraniana

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Nokia-Siemens Networks respinge al mittente le accuse del Wall Street Journal, definendole illazioni: risponde, invece, di aver fornito solo tecnologia neutrale, nel rispetto delle regole

Sono solo illazioni, e non corrispondono a verità: così Nokia-Siemens Networks stigmatizza le accuse rivolte dal Wall Street Journal, e rilanciate daCnet, al gruppo.

Nokia-Siemens Networks, accusata di aver venduto filtri per la censura online all’Iran, risponde per le rime: ha fornito all’Iran solo tecnologia neutrale. Niente filtri, nientre strumenti di spionaggio o sistemi di tecno-controllo della famiglia dei Deep Packet Inspection (DPI).

Invece Nokia-Siemens Networks afferma di aver venduto a Telecommunication Company of Iran (Tci), provider telefonico di stato iraniano, soltanto gli apparati per il monitoraggio esclusivo delle chiamate vocali, secondo le regole di ETSI (European Telecommunications Standards Institute) e 3GPP (3rd Generation Partnership Project).

La censura online purtroppo fa passi da gigante nel mondo. Appartengono a Cina, Vietnam e Iran la maggior parte dei 69 cyber-dissidenti in carcere. Di recente Reporter sans Frontières (Rsf) ha rilasciato la Guida pratica del blogger e del cyberdissidente , che insegna i t rucchi per aggiornare i blog senza finire nelle maglie della censura. La censura è ormai un affare globale, ben due dozzine di paesi al mondo la applicano sistematicamente a un ampio spettro di informazioni.

Autore: ITespresso
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