Non rispondere fa perdere fatturato

Aziende

Secondo uno studio commissionato da Siebel e Hp, le informazioni fornite in ritardo possono causare una perdita di oltre 6 milioni di euro.

Molte aziende non sono strutturate adeguatamente per rispondere prontamente alle richieste di informazioni di potenziali clienti. E’ quanto emerge da una indagine condotta da Datamonitor per conto di Siebel e Hp, che ha coinvolto circa 200 imprese attive in Italia su diversi mercati verticali. “?Se strategie di marketing quali il riposizionamento del brand o il rinnovamento della gamma di prodotto sono ormai consolidate, molto meno lo è la gestione del primo contatto con i prospect – afferma Evan Kirchheimer, lead analyst e manager, Crm, contact centers di Datamonitor – quando un potenziale cliente si rivolge direttamente all’azienda con una richiesta, o in risposta a un’iniziativa di marketing, è fondamentale assicurarsi che questa persona non rimanga inascoltata”. Dall’indagine emerge invece ben altro: il 66% delle richieste telefoniche rimane inevaso e il 54% dei numeri di telefono dei clienti non viene registrato dagli operatori, mentre il 16% dei numeri inseriti sul sito dell’azienda risulta sbagliato. Altrettanto male la situazione riguardo il sito, sovente senza un modulo per la richiesta di informazioni, e messaggi di posta elettronica per lo più ignorati. Solo il 22% delle richieste ha una risposta, ma solo dopo mediamente 5 giorni e il 23% di quanto inviato al cliente non è personalizzato. Il 99% delle richieste in cui si sollecita di essere richiamati, rimane lettera morta. Una situazione, sottolinea Datamonitor, che potrebbe causare un danno economico di oltre 6 milioni di euro di mancato fatturato. Per Datamonitor è necessario che le aziende pongano rimedio a questa situazione disastrosa, se vogliono realmente sfruttare gli investimenti che ogni anno indirizzano al marketing.

Autore: ITespresso
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