Non solo 8 marzo: la UE vuole più donne nell’Hi-tech

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Le nuove tecnologie sono declinate al maschile e serve più presenza da parte delle donne. L’invito di Neelie Kroes, vice presidente della Commissione europea per Agenda Digitale UE

La Commissione europea, in occasione della Giornata internazionale della donna che si festeggia oggi 8 marzo, invita le donne a impegnarsi maggiormente nelle nuove tecnologie. Quest’anno si celebra il centenario dell’International Women’s Day (volgarmente detto “festa della donna”) e Neelie Kroes (vice presidente della Commissione europea per Agenda Digitale UE) chiede più donne nell’hi-tech.

Parlando in Ungheria Kroes ha detto che l’insegnamento della tecnologia è primario a scuola e che è importante insegnare alle donne l’importanza del computing. “Le ragazze hanno bisogno di approfondire le scienze e l’informatica per non perdere opzioni fin da subito. Ci sono troppe poche donne manager nell’ICT e sappiamo che il problema parte dalla scuola” ha detto Neelie Kroes, aggiungendo: “La mia opinione personale è che dobbiamo affrontare il problema presto e da molte angolazioni.”

Kroes denuncia inoltre l’assenza di un’imprenditoria femminile  notando che tutte le storie di maggior successo hanno un imprinting maschile. Anche se non mancano le donne nella tecnologia (Carl Bartz è Ceo di Yahoo! e nel passato Carly Fiorina è stata Ceo di Hp, mentre in Google ha un ruolo di primo piano da anni Marissa Meyer), Neelie Kroes chiede: “Chi sa dirmi il nome di una donna a capo di un’azienda ICT ? No, niente. Nella “hall of fame”, tutti noi pensiamo solo a Jobs, Gates, ai ragazzi di Google, a quelli di Skype, e a Zuckerberg e ai suoi amici“. Insomma un hi-tech declinato al maschile.

Voglio vedere donne in quella list.a Non perché leader al femminile sistemino tutto, ma perché sarà segno di un bilanciamento nel settore“. Kroes chiede al businessdi assicurare staff al femminile trattati con fair play, perché altrimenti il settore tecnologico europeo potrebbe perdere il potenziale del Fattore D.

Le donne nell’ICT è una questione che più che con la tecnologia o la scuola, ha a che fare con la carriera, la busta paga, le politiche di conciliazione familiare, la vita professionale e così via” sha concluso. Il machismo non aiuta il futuro digitale “E noi siamo a rischio di un profondo skills gap che farà arretrare l’Europa.

A gennaio Donne@work, il progetto nato dal Gruppo Imprenditoria femminile di Assintel (Associazione nazionale delle imprese ICT di Confcommercio) ha reso nota la banca dati da cui emerge il gap degli stipendi delle donne rispetto agli uomini nelle aziende IT. Al pari livello le donne guadagnano meno degli uomini anche nelle imprese IT: del 22% per i dirigenti, del 7% per i Quadri e del 6% per i dipendenti.
Anche nell’IT per le donne non è facile coniugare lavoro e famiglia: gli strumenti non ci sono per il 20% delle aziende IT; il part time è fermo al 15%; il telelavoro al 2%. L’Osservatorio profili professionali 2010 di Assintel vede che la parità è un’illusione nell’Information Technology. Confidiamo in una bella analisi di Futuro@lfemminile di Microsoft per capire come mai il Fastoore D non sfonda neanche nell’IT in Italia.

Google dedica un Doodle per l'8 marzo
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