Non solo Yandex: la Russia vuole il suo anti Google

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La Russia vuole il suo Baidu nel mercato dei motori di ricerca, per resistere a Google

Se la Cina ha Baidu, la Russia ha il suo Yandex. Ma la guerra dei motori di ricerca, per non piegarsi al dominio di Google, non si combatte solo in Cina. Il Cremlino vorrebbe nazionalizzare la ricerca online in Russia: perché ormai è chiaro a tutti che i motori di ricerca sono la porta principali (insieme a Facebook e social network) per accedere all’informazione online. Poiché Cina e Russia non sono democrazie occidentali, subiscono il fascino del controllo dell’informazione: Baidu in Cina sposa la censura, quei filtri che Google ha applicato per anni fino al 13 gennaio e al recente addio (via Hong Kong).

La Russia vuole investire circa 100 milioni di dollari nel mercato dei search engine, coinvolgendo Rostelecom (l’operatore TLC russo), ABBYY (software house leader nella gestione documenti e traduzioni), e Ashmanov and Partners (consulente IT e pioniere del Web russo).

In Russia Yandex detiene il 62,8%, mentre Google il 21,9%. La Russia teme che l’amministrazione Obama voglia usare Google come successo in Cina. E per questo motivo, la Russia vuole correre ai ripari.

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Autore: ITespresso
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