Norme di sicurezza, tante, troppe!

Aziende

Secondo uno studio condotto da Ernst & Young, l’alto numero di norme a cui le aziende debbono adeguarsi, preoccupa, ma le spinge anche ad agire.

Paura dei virus?. Non più di tanto. Sono soprattutto le molte norme per la sicurezza e la tutela della privacy introdotte dai singoli paesi, a preoccupare le aziende, soprattutto quelle italiane. E’ quanto emerge dall’indagine realizzata da Ernst & Young che ha coinvolto 1.300 rappresentanti di società private, enti pubblici e organizzazioni no-profit di 55 nazioni a livello mondiale. Quasi due terzi degli intervistati, ritiene che il principale fattore che gli sprona ad adottare sistemi per la sicurezza, è la conformità alle norme, che per gli europei fa riferimento all’ottava Direttiva, piuttosto che il problema reale. Cioè la diffusione dei virus. L’Italia mostra alcune specificità, rispetto agli altri paesi coinvolti. Gli intervistati sono pressoché tutti concordi nell’indicare la legge sulla privacy come principale fattore di impulso allo sviluppo di strategie per la sicurezza informatica. L’80% ritiene che la maggior parte degli investimenti del prossimo anno verterà ancora su questo. Mentre il 64% dichiara di avere già diversi progetti in corso per mettersi in regola con le nuove norme. Da quanto dichiarato dagli intervistati, le aziende non riescono ancora a percepire gli investimenti in sicurezza come parte integrante del loro business. Anche se a una prima lettura, l’attenzione posta sulla sicurezza delle informazioni per cercare di adeguarsi alle normative, sembri mostrare una maggiore attenzione delle aziende verso questi temi. Ma non è così, secondo Ernst & Young. L’adeguamento tecnologico non viene ancora sostenuto da interventi organizzativi e formativi adeguati.

Autore: ITespresso
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