Nuova business factory per I.net

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Questo non è un edificio, ma un gigantesco centro servizi pieno di tecnologia e rivestito di cemento

Questo non è un edificio, ma un gigantesco centro servizi pieno di tecnologia e rivestito di cemento, così Roberto Galimberti, presidente di I.net (www.inet.it) ha esordito presentando la nuova business factory che la società ha inaugurato la scorsa settimana a Settimo milanese, località alle porte del capoluogo lombardo e confinante con il parco del Ticino. La avveniristica struttura è stata pensata per resistere a qualsiasi calamità: terremoti, attacchi terroristici, è priva di finestre ed è studiata perché non vi sia contatto tra le zone in cui sono ospitati i calcolatori e quelle dove invece il personale lavora per la gestione dei sistemi. Il complesso è costato circa 30 milioni di euro, si compone di due blocchi gemelli, si regge su 184 pilastri del diametro di 1,5 metri e di altezza compresa tra i 22 e i 26 metri. La superficie complessiva è i 14.400 metri quadrati di cui 5.500 destinati a ospitare i calcolatori, è provvisto di un sistema di sicurezza fisica che sfrutta le tecnologie Rfid ed è raffreddato ad acqua. Il sistema di raffreddamento è fondamentale perché i data center sono costruiti impiegando sistemi di tipo blade che occupano poco spazio ma concentrano tanta potenza di calcolo e quindi tanto calore. Il nuovo edificio di I.net prende l’acqua dalla falda alla temperatura di 15 gradi, la utilizza per raffreddare e la restituisce, pulita, alla temperatura di 19 gradi convogliandola nei sistemi di irrigazione dei contadini che hanno i terreni nel parco del Ticino. La business factory ospita i dati degli oltre duemila clienti di I.net tra cui numerose blue chip italiane, è in sostanza il cuore della filosofia della società che l’amministratore delegato Enrico Casini ha così definito: “il nostro compito è quello di prenderci carico della parte intangibile necessaria alle imprese per gestire i loro patrimoni intangibili che diventano sempre più importanti per i loro business”. Alla presentazione non sono mancate le istituzioni: un messaggio del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, un video messaggio del ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi che sottolinea il successo dell’azienda italiana che ha saputo sviluppare il suo business anche nel contesto di una dimensione europea (I.net che ha chiuso la trimestrale con una crescita dell’11,1% del fatturato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, toccando quota 30,6 milioni di euro, è parte del gruppo British Telecom, www.bt.com, che ne detiene il 50,86% del capitale, il 16,06% fa capo a Etnoteam, www.etnoteam.it, il 23,03% è flottante e il restante 10,09% è in mano ad altri azionisti), un intervento di Marco Martini componente del Cnipa (Centro nazionale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione, www.cnipa.gov.it) e uno del senatore Fiorello Cortina che non ha ricordato come il nostro Paese sia ancora soggetto a quello che ha definito il ‘paradosso Telecom’ che affligge la liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni perché “si è passati da un monopolio pubblico a un monopolio privato”.

Autore: ITespresso
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