Nuova falla privacy in Facebook

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Secondo Sophos Facebook è nel mirino di un nuovo attacco informatico sul social network

Sophos avverte che non solo fanno discutere le nuove modalità di gestione dei Suggerimenti di amicizia introdotte da Facebook, ma che è stato individuato anche un nuovo attacco informatico sul social network. Del resto, con il successo travolgente dei social neywork, il cyber-crimine è sempre più 2.0.

Sophos ha intercettato numerosi e preoccupati messaggi di allarme che raccontano di un presunto attacco informatico in corso sul social network: un sintomo di questo attacco sarebbe da ricercare nel rapido quanto improvviso aumento nel numero di Suggerimenti di amicizia segnalato da molti utenti. Seppur comprensibile a fronte delle polemiche che ultimamente stanno interessando il social network, l’allarme è però del tutto infondato: “I Suggerimenti di amicizia non possono in alcun modo essere considerati un segnale attendibile della presenza di un virus, come si legge invece nei messaggi di allarme circolanti su Facebook”, chiarisce Graham Cluley, senior technology consultant di Sophos.

La causa del proliferare dei Suggerimenti di amicizia che ha scatenato questa irragionevole ondata di panico informatico è da individuare piuttosto nelle nuove impostazioni sulla privacy recentemente introdotte da Zuckerberg e soci. “Se è comunemente noto che la gestione dei Suggerimenti di Facebook si basa su elementi quali amici e interessi in comune, sono invece pochi a sapere che anche gli indirizzi email che ciascun utente importa sul social network al momento della propria registrazione vengono immagazzinati da Facebook per poi essere utilizzati per stabilire nuovi Suggerimenti di amicizia, indipendentemente dal fatto che questi contatti siano poi effettivamente entrati a far parte del network dell’utente o meno: una linea di condotta che tanto sta facendo discutere”, è l’analisi di Cluley.

Ma ora Mark Zuckerberg, Ceo di Facebook, ha chiesto scusa per gli errori commessi e ha promesso una rapida marcia indietro.

Autore: ITespresso
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