Nuova Sabatini, pioggia di domande di finanziamento agli intermediari

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Secondo dati del Ministero per lo sviluppo economico, negli ultimi tre mesi, sono state 4.285 le domande agli intermediari finanziari presentate per beneficiare dei fondi resi disponibili con la legge Nuova Sabatini

La Nuova Sabatini piace alle imprese. Negli ultimi tre mesi sono state 4.285 le domande agli intermediari finanziari presentate, per circa 1.288 milioni di euro di finanziamenti erogati dalla Cassa Depositi e Prestiti e oltre 98 milioni di contributi da parte del Ministero dello Sviluppo economico (Mise). Lo riferisce il dicastero dello sviluppo economico, sottolineando la crescita registrata nelle prime tre tornate mensili (aprile, maggio e giugno).

In particolare, nella terza tornata sono pervenute 1.211 domande da parte delle Pmi per 348 milioni di finanziamenti Cassa depositi e prestiti. Conseguentemente il Mise ha messo a disposizione ulteriori 27 milioni di contributi statali per abbattere il tasso di interesse. Nel mese di giugno – prosegue il ministero -le richieste delle imprese sono cresciute dal punto di vista numerico e hanno fatto registrare un incremento dell’importo dei finanziamenti richiesti di oltre il 20% rispetto al mese precedente.

Le domande di agevolazione vengono presentate dalle imprese alle banche/società di leasing, le quali, con cadenza mensile (in una finestra temporale che va dall’1 al 6 di ciascun mese) presentano le richieste di disponibilità plafond alla Cassa Depositi e Prestiti. La prossima finestra temporale per presentare le richieste di prenotazione da parte delle banche/intermediari finanziari, sulla base delle ulteriori richieste pervenute dalle imprese, sarà aperta dal 1 al 7 luglio.

Stanno per essere sbloccati i crediti che le aziende vantano verso la PA

Inoltre, è in corso, da parte delle banche, il caricamento sulla piattaforma informatica messa a punto dalla Direzione Generale per gli incentivi alle imprese dei dati puntuali relativi a ciascuna impresa, inserita nella prenotazione di aprile scorso, per consentire l’emissione del decreto di concessione del contributo entro i successivi 30 giorni. In parallelo gli istituti finanziatori stanno procedendo alla valutazione del merito di credito e ad adottare, entro il 30 giugno prossimo, le delibere di finanziamento relative alle domande comprese nella prenotazione di maggio. Era fine gennaio 2014 quando si diede notizia dell’ok alla nuova Sabatini da 2,5 miliardi di euro.

E’ in Gazzetta Ufficiale il provvedimento, emanato di concerto dal ministro dello Sviluppo Economico e da quello dell’Economia, che promuove la competitività delle imprese facilitandone l’accesso al credito.

Secondo quanto previsto nel provvedimento, a beneficiare di questi fondi sono le piccole e medie imprese che operino in qualunque settore produttivo e che realizzano investimenti (anche attraverso operazioni di leasing finanziario) in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuove di fabbrica ad uso produttivo; sono inclusi anche gli investimenti in hardware, software e tecnologie digitali. In particolare, è stato istituito presso la Cassa depositi e prestiti un plafond di risorse incrementabili fino a un massimo di 2,5 miliardi di euro (estendibile fino a 5 in un secondo eventuale momento), che le banche e gli intermediari finanziari potranno usare per erogare finanziamenti alle Pmi compresi tra i 20 mila e i 2 milioni di euro.

I prestiti, a fronte dei suddetti investimenti, potranno avvenire fino al 31 dicembre 2016. Per poter accedere a questo fondo, le banche dovranno aderire a una o più previste convenzioni tra il ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e la Cassa depositi e prestiti. Ma quanto sono diminuiti nel corso degli anni i presiti alle imprese? Secondo un’elaborazione della Cgia di Mestre, tra l’ottobre del 2013 e lo stesso mese del 2012 i prestiti bancari alle imprese sono crollati di 50,2 miliardi di euro (-5,2%). Sempre nello stesso periodo, invece, le sofferenze sono aumentate di 22,7 miliardi di euro. Il rapporto tra banche e imprese, purtroppo, si fa sempre più difficile: le prime si difendono chiudendo i rubinetti del credito, mentre le seconde non si accingono più a chiedere prestiti e finanziamenti, anche perché coloro che ne hanno già ricevuti faticano a restituirli.

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