Nuove regole tecniche per la firma digitale

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Emanate le nuove regole tecniche generali per il documento informatico
conpiena validita’ sia nei rapporti fra privati che nell’ambito della
pubblicaamministrazione.

ROMA. E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 27 aprile 2004 il DPCM datato 13 gennaio 2004 che approva le nuove “Regole tecniche per la formazione, la trasmissione, la conservazione, la duplicazione, la riproduzione e la validazione, anche temporale, dei documenti informatici” che entreranno in vigore il 12 maggio sostituendo il DPCM dell’ 8 febbraio 1999. Il provvedimento e’ suddiviso in cinque titoli: il primo (artt.1-2) detta delle disposizioni di carattere generale, il secondo (artt. 3-39) fissa le regole tecniche di base, il terzo (artt. 40-43) detta ulteriori regole per i certificatori accreditati, il quarto (artt. 44-52) determina le regole per la validazione temporale e per la protezione dei documenti informatici ed infine il quinto titolo (artt. 53-54) riporta le disposizioni finali e transitorie. Le disposizioni di questo provvedimento costituiscono le regole tecniche generali per il documento informatico con piena validita’ sia nei rapporti fra privati che nell’ambito della pubblica amministrazione. Le nuove regole si applicano naturalmente solo alle firme digitali basate sulla tecnologia della doppia chiave di crittografia asimmetrica che rappresentano, di fatto, l’unica categoria di firma elettronica qualificata (non dimentichiamo che alla luce dell’art. 13 del D.P.R. n. 137/2003 la firma qualificata con certificato rilasciato da certificatore accreditato sarebbe in effetti la firma digitale) distribuita nel nostro paese su larga scala. Difatti come piu’ volte annunciato dallo stesso Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca oltre un milione di firme digitali sono state rilasciate attraverso le Camere di Commercio, per la gestione del Registro telematico delle imprese, che dal novembre scorso impone l’utilizzo della firma digitale per la trasmissione on-line degli atti societari. Tra le disposizioni di maggiore rilevanza si annoverano le regole cui devono attenersi i certificatori qualificati (artt. 14-39). Il decreto dispone anche per i certificatori “accreditati” (artt. 40-41), unici soggetti in grado di erogare servizi di firma digitale utilizzabile ad ogni effetto di legge, sia nei rapporti fra privati, ma anche per la sottoscrizione di istanze e documenti da depositare presso una pubblica amministrazione. In merito alla validita’ del documento informatico e’ fondamentale la previsione dell’art. 52 del DPCM il quale sancisce che “la validita’ di un documento informatico, i cui effetti si protraggano nel tempo oltre il limite della validita’ della chiave di sottoscrizione, puo’ essere estesa mediante l’associazione di una marca temporale”. A proposito di firma digitale si ricorda che sulla stessa Gazzetta Ufficiale del 27 aprile 2003 e’ stato anche pubblicato il DPCM del 30 ottobre 2003 che approva lo schema nazionale per la valutazione e la certificazione della sicurezza nel settore della tecnologia dell’informazione. Lo schema stabilisce le procedure di valutazione e certificazione della sicurezza dei sistemi e dei prodotti nel settore delle tecnologie dell’informazione. Per sicurezza in questo settore si intende la protezione della riservatezza, dell’integrita’ e della disponibilita’ delle informazioni, con la finalita’ di impedire l’accesso, l’utilizzo, la divulgazione e la modifica delle informazioni da parte di soggetti non autorizzati. L’approvazione dello schema e’ prevista dalla normativa in materia di firme elettroniche e, in particolare, dall’art. 10 del d.lgs. n. 10/2002. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
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