Privacy, terribile gaffe per Google Street View

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Google chiede scusa: il servizio Street View spiava il Wi-Fi. Ma ora Google ora non sa come disfarsi di questi dati. Allarme privacy in Stati Uniti, Germania, Francia, Brasile e Hong Kong in Cina

Google Street View spiava il Wi-Fi. Cade una nuova tegola sulla privacy degli utenti. Ancora una volta il dito è puntato contro Street View, la visione a livello della strada delle mappe di Google.

Google si è accorta di aver intercettato per anni informazioni personali che spaziano dai messaggi email alle password, inviati da consumatori su reti wireless.

L’azienda ha chiesto alle autorità di regolamentazione di paesi (compresi Stati Uniti, Germania, Francia, Brasile e Hong Kong in Cina) come sbarazzarsi di questi dati, che Google giura di non aver mai utilizzato.

“Ora è chiaro che abbiamo raccolto per errore campioni di dati da reti WiFi non protette”, ha detto il vicepresidente di Google di Engineering and Research Alan Eustace. Ma si tratta di una gaffe clamorosa. Lo scorso febbraio la UE aveva chiesto a Google di dimezzare il periodo di conservazione delle immagini nel controverso servizio Google Street View.

Google Street View offre la visione delle mappe all’altazza della strada a 360 gradi: è un servizio, lanciato nel 2007, che consente agli utenti di passeggiare virtualmente nelle strade delle città, con una visione a 360° guardando vie, palazzi, traffico, edifici e persone (opportunamente offuscate), riprese nelle immagini ritratte da appositi veicoli di Google, dotati di fotocamere (auto e tricicli).

Google è però accusata di non offuscare sempre le immagini “sensibili”, e di giocare con le fotocamere, che troppo spesso oltrepassano recinti, muri e siepi per “invadere” la privacy delle proprietà private.

Autore: ITespresso
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