Nuovi mercati europei offresi

Management

Crescere anche per vie esterne, ovvero fare business oltre confine, è un’impresa non certo facile soprattutto partendo da un Paese come l’Italia, che se da una parte può contare sul proliferare di decine di aziende che operano nell’it – vendor locali, distributori, reseller, lasciando stare le multinazionali dell’it – dall’altra, proprio per la tipicità dell’impresa

Crescere anche per vie esterne, ovvero fare business oltre confine, è un’impresa non certo facile soprattutto partendo da un Paese come l’Italia, che se da una parte può contare sul proliferare di decine di aziende che operano nell’it – vendor locali, distributori, reseller, lasciando stare le multinazionali dell’it – dall’altra, proprio per la tipicità dell’impresa italica, difetta nella capacità finanziaria e strategica ad ampio respiro. Ovviamente ci sono alcuni esempi che vanno contro questa mia analisi, come, per esempio, la strategia Esprinet con l’Ewg, la penetrazione in Spagna da parte di ItWay, il tentativo tedesco di Olidata; Microarea che allarga il proprio business del software gestionale/erp nei Paesi dell’Est, ma, questi, come sostenevo prima, sono esempi brillanti, in un panorama per lo più stagnante. Eppure fuori dai confini nazionali stanno profilandosi importanti scenari: l’allargamento alla nuova Europa, per esempio, con l’ingresso di nuovi Paesi e ovviamente mercati, può essere un buon business, soprattutto partendo da questa considerazione. Il venir meno delle barriere doganali, giuridiche e fiscali, che dovrà per forza di cose avvenire in brevetempo, favorirà in generale le aziende che producono o veicolano merci. In questo caso potranno diventare mercati interessanti quelli contigui al nostro Nord Est, soprattutto in una logica di fornitura di prodotti tecnologici. Se, per esempio, facciamo un ragionamento spicciolo, non vedo come non possa un distributore che trasferisce la propria merce da Milano a Catania, andare a distribuire prodotti in Slovenia (più o meno 400 Km o anche in Ungheria), una volta che avverrà l’armonizzazione economica dei nuovi Paesi. Certo, deve strutturarsi, soprattutto in chiave logistica e creditizia (e anche linguistica), ma se pensa in grande, come stanno facendo le poche realtà che ho citato prima, tutto questo può diventare una grande opportunità di nuovo business. Si deve però aver coraggio. Lancio una piccola provocazione, non vedo come una struttura logistica-produttiva-commerciale come quella di Cdc non possa estendere il proprio concetto di “catena”, nei nuovi e contigui paesi europei. I propri computer già se li costruisce, ha una struttura logistica di prim’ordine e una macchina commerciale ben collaudata da oltre quindici anni di lavoro sul nostro territorio. Ovviamente, non rimprovero nulla al genio di Diomelli, che già nel lontano 1986 ha avuto l’intuizione geniale dei negozi Computer Discount, ma questa è una mia piccola provocazione, per cercare di offrire degli spunti di riflessione. Non solo a Cdc, ovviamente.

Autore: ITespresso
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