Nuovo giro di vite in Cina

Marketing

La censura finisce nell’antispam, mentre Pechino chiude due siti Internet conservatori

La Grande Muraglia della censura cinese è ancora una volta nel mirino delle associazioni per la libertà di espressione. In effetti, la Cina continua imperterrita a esercitare un forte controllo sulla Rete: in genere il regime prende di mira i siti Web a contenuto progressista (contro il monopolio del potere del Partito comunista cinese), ma questa volta se l’è presa con due siti Internet, chiusi in quanto conservatori e contrari al libero mercato. Ma a destare maggiore preoccupazione è però un altro fattore:la legge antispam che il governo cinese sarebbe sul punto di emanare. Con la scusa della lotta allo spamming (sia online che mobile), P echino intende varare un’imponente iniziativa di registrazione di tutti gli utenti mobili (possessori di cellulari), sottoposti a un nuovo ente di monitoraggio per il messaging online e telefonico. Il controllo in funzione anti spam sembra quindi nascondere una nuova forma di ulteriore controllo, contro i dissidenti.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore