Ocse: L’economia digitale va a passo di gambero

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Ocse: Lo stato dell'economia digitale in Italia
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L’economia digitale impiega il 2,54% degli occupati e vale il 3,7% del PIL, una percentuale inferiore rispetto al 2007. I ritardi italiani nel digitale in un’istantanea scattata dall’Ocse

Mentre accumula ritardi sulla banda larga, l’Italia digitale appare in chiaroscuro. In un report dell’Ocse, emerge che l’economia digitale in  Italia impiega il 2,54% degli occupati e vale il 3,72% del PIL. Il primo dato è in linea con la media Ocse (2,85%), e fermo al palo rispetto agli anni prima della recessione (2,47% dell’occupazione totale nel 2007) e ai primi anni Duemila (2,52% nel 2000). Ma il rapporto fra economia digitale e PIL è decisamente inferiore alla media Ocse (5,5%): e soprattutto è in flessione sugli ultimi quindici anni (4,2% del valore aggiunto totale nel 2000, 4,13% nel 2007). La grande crisi ha ridotto il rapporto fra economia digitale e valore aggiunto generato dall’intero sistema economico.

Ocse: Lo stato dell'economia digitale in Italia
Ocse: Lo stato dell’economia digitale in Italia

L’Italia però sale sul podio, anche se all’ultimo gradino, per l’utilizzo del cloud in azienda. L’Italia si piazza al terzo posto (dati di gennaio) tra i Paesi Ocse per percentuale di aziende che utilizzano la nuvola di dati, con il 40,1%. In questa classifica, svetta la Finlandia con il 50,8%, seguita dall’Islanda, con il 43,1%. Precipitano a fondo classifica le altre due grandi economie dell’eurozona, la Francia con l’11,9% e la Germania con l’11,3%.

Dal rapporto dell’organizzazione parigina emerge che in Italia l’uso di Internet spopola nella fascia d’età 16-24 anni (90,5%) e sale nella fascia 65-74 anni (21,1%).

L’Italia si piazza al sesto posto tra i Paesi membri nel Divario generazionale nell’utilizzo del web: con il 69,4%, 13,8 punti percentuali sopra la media. I gap generazionali più ampi sono registrati in Grecia (83,8%) e Portogallo (75,7%), mentre i divari più bassi in Danimarca (15%) e Islanda (10,5%).

Gli italiani dotati di connessione Internet a banda larga via rete fissa (dati giugno-settembre 2014) sono 22,5 su 100, in maggioranza con connessioni Dsl (21,5 su 100). Resta basso il numero di di connessioni alla fibra ottica (0,7 su 100, appena il 3% delle connessioni fisse a banda larga), nonostante un boom di oltre il 36% tra il 2012 e il 2015. La velocità di download media pubblicizzata di queste connessioni è di 20 Mbit/secondo, ma quella effettiva, secondo le stime, viaggia tra i 5,2 e i 75 Mbt/secondo.

Invece 66,8 italiani su 100 hanno una connessione a Internet wireless, con una netta predominanza delle connessioni standard (55,2 su 100) e una quantità inferiore di connessioni dati dedicate (10,8).

Autore: ITespresso
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