Office 2010 si prepara alla versione Web

Management

Una volta in ufficio dominava (quasi) incontrastato Microsoft Office. A dare la sveglia a Microsoft, è stato prima l’open source di OpenOffice.org; poi l’assalto degli “uffici sul Web”: Google Docs (e tutta la famiglia Google Apps), ma anche Ibm Lotus Symphony, Adobe Acrobat.com, Zoho, Yahoo! Zimbra e Cisco che sta meditando il grande passo. Microsoft però è scesa in campo con tutto il suo peso: Office 2010 (in Technical Preview) e Office Web gratuitoANTEPRIMA e SLIDESHAW: Office 2010 Technical PreviewMicrosoft: Office Web applications in test ad agostoDa Lotus Notes a Google AppsOffice 2010 è in Technical preview, ma solo su invitoAcrobat.com: l’ufficio sul web a pagamento contro Google DocsUfficio sul Web: Lotus Symphony e Zoho sfidano MicrosoftOpenOffice.org 3.1 parla italiano e festeggia 50 milioni di download

Gartner stima che il mercato del Software-as-a-service (SaaS) registrerà un rialzo del 22 percento entro l’anno, totalizzando 9.6 miliardi dollari entro il 2009: sarà raggiunta quota 16 miliardi entro il 2013. A trainare il mercato sono l’ufficio sul Web (le suite Office) e la creazione di contenuti digitali. Gli Office online raggiungeranno i 512 milioni di dollari nell’anno, mentre il secondo segmento 126 milioni di dollari.

La guerra per la conquista dell’ufficio (oggi dominato da Microsoft Office) è partita: sia con le versioni client desktop che con le versioni onile (il cosiddettoufficio sul Web).

Se anche Microsoft è scesa in campo per difendere il suo Office, e spiegando perchè valga la pena ai partner raccogliere la sfida del cloud computing, una serie di motivi c’è: Office domina incontrastato, ma l’assedio si fa pressante di anno in anno; Office è la gallina dalle uova d’oro di Microsoft (è un business che contribuisce per la maggior parte dei 19 miliardi di dollari di ricavi della divisione business di Microsoft per il 2008).

A iniziare timidamente, ma poi sempre più convinta la sfida a Office, è stato il mondo open source. OpenOffice.org, giunto alla versione 3.1, nato da una costola di Sun StarOffice (ora pasato a Oracle, con l’acquisizione di Sun) è un passo in avanti importante nell’evoluzione della suite, che ha raggiunto – con la versione 3.0 – un traguardo significativo sul mercato italiano, “dove il numero mensile dei download ormai supera regolarmente quello delle vendite di nuovi PC“, spiegava di recente Italo Vignoli, Presidente dell’Associazione PLIO. OpenOffice.org ha di recente sorpassato i 50 milioni di download, di cui 5 solo in lingua italiana. Numeri da non sottovalutare.

Ma a impensierire Microsoft, non è il mondo Open source in sè e per sè, quanto l’Open source targato Google e sbarcato sul Web: le cosiddette offerte Saas (software come servizio), a cui Microsoft risponde con la strategia Software più servizio.

Google Apps, dopo aver dichiarato guerra a Microsoft Office, ieri ha dato l’assalto a Ibm con un tool, Google Apps Migration per Lotus Notes, che permette il trasferimento istantaneo di posta, calendario e contatti dall’ambiente Notes a quello Google. La mossa di Google segue di poco l’annuncio di un tool simile – Google Apps Sync – per la migrazione da Microsoft Outlook a Google Apps senza Exchange ed è nella direzione di consentire un’adozione più rapida e semplificata da parte delle aziende delle applicazioni Web di Google per la collaborazione e la comunicazione. Oltretutto, Gmail e le Google Apps sono appena uscite dalla Beta per diventare reali offerte B2b.

Microsoft però è scesa in campo con tutto il suo peso:Office 2010 (in Technical Preview) e Office Web gratuito, con Private cloud per offrire più affidabilità alle aziende che temono il cloud.

Contrastare l’assedio a Office non è però banale: contro Microsoft e contro Google apps, sono scese in campo Ibm Lotus Symphony, Adobe Acrobat.com, Zoho, Yahoo! Zimbra. E perfino Cisco, il colosso del networking, sta pensando di fare il grande passo, sfruttando WebEx, il servizio di meeting e collaboration..

L’ufficio non è mai stato tanto ambito dalle Web companies e dai big dell’IT. Per ora, tutti contro tutti (e contro Microsoft Office).

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore