Oggi a Pratica di Mare Nato e Russia siglano la fine della Guerra fredda

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Nel piano di demilitarizzazione anche lItalia, che custodisce18 bombe termonucleari Usa. Su Internet la base militare di Ghedi

La giornata di oggi e laccordo di Pratica di Mare passeranno alla storia come la data e la ratifica ufficiale della fine della Guerra fredda. Nei giorni scorsi e nei prossimi a venire sono accaduti e accadranno fatti che appena dieci o venti anni fa sarebbero stati possibili solamente nelle pagine di una spy story o nella trama di un film di James Bond un presidente americano che parla ufficialmente al Parlamento di Mosca, mentre la Russia far parte tra breve della Nato e della World Trade Organization. Gli Stati Uniti e il Paese che guidava lex Urss si sono inoltre accordati per una drastica diminuzione delle testate nucleari. Ma le bombe termiche, incubo e al tempo stesso deterrente della Guerra fredda, continuano a stare per il momento dove erano, anche se il loro numero destinato a ridursi notevolmente. LItalia, in quanto Paese della Nato, ne ha ancora una ventina sul proprio territorio. Sei ordigni sono nella base aerea di Ghedi, nel bresciano, e 18 ad Aviano, in una misteriosa e superprotetta Area D. Anche se cambiato, il nemico infatti sempre a oriente. Non pi gli uomini e i mezzi del Patto di Varsavia – che perlomeno obbedivano a una logica militare – ma quelli del fanatismo religioso dei fondamentalisti islamici di Osama Bin Laden, la cui unica logica quella del tanto peggio tanto meglio, allinsegna di un furore cieco e sordo che viene dalla notte dei tempi. Su Internet c un sito che riguarda la base bresciana http://www.aviano.af.mil/Ghedi/index.htm . Tra le immagini di vita militare disponibili, c n anche una delle cripte sotterranee corazzate destinate alla custodia delle testate. Una volta le bombe erano tutte insieme, ma il timore di attacchi terroristici ha fatto preferire una sistemazione singola, superprotetta da impianti di sicurezza ipertecnologici (anche a base di soluzioni di Ict), per ridurre a zero i rischi di attentati. Fino all11 settembre, si potevano trovare sul web anche i disegni tecnici e alcune fotografie di questi bunker, conosciuti con il nome in codice Wf3 e destinati ai Paesi Nato. Ma gli attacchi a New York e al Pentagono di otto mesi fa hanno fatto scomparire dalla rete tutto quello che avrebbe potuto essere anche minimamente daiuto ai terroristi. Il mondo libero ora un po meno libero, anche su Internet.

Autore: ITespresso
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