Olidata Tehom con il cuore Penryn

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Uno dei primi notebook a basso costo con processore Penryn in vendita nel nostro paese. È l’Olidata Tehom 7650. Malgrado la grafica integrata, offre buone prestazioni

In attesa di Montevina, il prossimo Centrino che sbarcherà nei notebook nel corso di quest’anno, cominciano a comparire notebook basati sui chipset già in commercio, ma equipaggiati con le nuove CPU Intel a 45 nanometri.

La maggiore miniaturizzazione del processo produttivo sulla carta dovrebbe rappresentare un interessante passo avanti per i portatili, consentendo frequenze più elevate a parità di consumi e con una minore necessità di smaltimento del calore.

L’Olidata Tehom 7650 che abbiamo provato sfrutta un Penryn T8100 che gira a 2,1 GHz su chipset GM965 e southbridge ICH8-ME. Non è però un portatile che fa della leggerezza e dell’autonomia i suoi punti di forza, mirando invece a un complessivo equilibrio tra prestazioni e un prezzo intorno ai 700 euro, puntando quindi con decisione sull’utenza consumer.

Design e connessioni

Il Tehom pesa poco meno di tre chili, è costruito attorno a un tradizionale display da 15,4 pollici e offre un’interessante mescolanza di soluzioni nuove e tradizionali. Il look è gradevole, basato sull’alternanza di plastica nera lucida e grigia metallizzata, che ne alleggerisce un po’ le generose dimensioni. Meno affascinante il feeling coi materiali, che al tatto evidenziano qualche scricchiolio di troppo e leggere imprecisioni nell’accoppiamento dei materiali. Piccoli difetti che denunciano una costruzione un po’ in economia.

Tutto questo non si riflette però nella rigidità dell’insieme e l’Olidata sostiene bene il suo peso senza flettere né lo chassis né il pannello del display. Per consentire un corretto smaltimento del calore il fondo è rialzato attraverso sei piedini in gomma e tre sostegni sporgenti, che ne aumentano lo spessore e durante il trasporto tendono a impigliarsi nei tessuti.

Le connessioni prevedono, partendo dal lato sinistro, la fessura per un lucchetto Kensington, una Vga Dsub, la vecchia uscita Svideo, di cui si sente la mancanza su molti portatili di ultima generazione, rete, modem, la prima delle porte USB, una Firewire, ancora usata da chi possiede una videocamera DV, il connettore multi-formato per schede di memoria flash, che accetta Memory Stick, Secure Digital e XD, e per finire i vano di espansione per Pci Express Card.

Sul lato destro c’è un masterizzatore di Dvd, altre tre USB, l’ingresso e l’uscita audio. Dal punto di vista acustico il Tehom è abbastanza ben equipaggiato, gestito da chip Realtek HD è dotato di tre altoparlanti: due speaker frontali e un subwoofer sul fondo. La pressione sonora è più che discreta, un po’ peggio la timbrica, leggermente metallica, comunque migliore della media dei notebook a basso costo. Ci sono anche due microfoni, posti sulla cornice superiore dello schermo e ben distanziati per cogliere la voce dell’utente da qualsiasi posizione.

Il retro è pulito e occupato dalla batteria e da una grande griglia di areazione. Durante l’uso intensivo il Tehom si scalda sul fondo in modo avvertibile, ma non raggiunge mai temperature eccessive.

Quanto al wireless, c’è un modulo WiFi b/g Ralink RT73 e Bluetooth. Mancando quindi la rete senza fili di Intel, l’Olidata non può fregiarsi del logo Centrino.

Complessivamente una dotazione discreta: mancano un connettore per una docking station e l’output su DVI e dispiace che il cassetto del masterizzatore non preveda l’estrazione rapida e la sostituzione, per esempio, con una seconda batteria.

Display e ergonomia

Lo schermo del Tehom è una bella sorpresa per un notebook di questa fascia di prezzo. È un ampio 15,4 pollici wide con rapporto 16:10 e risoluzione massima non molto alta: 1280×800 pixel. Pur non disponendo della nuova tecnologia di retroilluminazione a Led è luminoso e ben contrastato. Ha la finitura lucida tipica dei prodotti consumer, più adatta al multimedia, alle foto e ai videogiochi che a evitare i riflessi e rendere più sopportabili lunghe sessioni di lavoro, ma l’angolo di visuale è più ampio della media di prodotti simili, anche in verticale.

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Al centro di un ampio spazio per i polsi c’è un touchpad abbastanza ordinario, con due soli tasti e una zona laterale per lo scorrimento verticale. Quanto alla tastiera, non si capisce perché non si à sfruttato lo spazio disponibile in larghezza per distanziare maggiormente alcuni comandi o aggiungere un vero tastierino numerico. La qualità del tocco è comunque buona, come pure la robustezza. Cinque tasti speciali nell’angolo superiore sinistro permettono di accedere direttamente a un pannello di controllo, al browser, alla regolazione del volume e al muting.

Prestazioni e autonomia

Rispetto ad analoghe soluzioni basate su processore Merom, l’Olidata ha fatto registrare prestazioni equivalenti a parità di frequenza di clock. Va detto però che il Penryn T8100 è una Cpu di fascia relativamente bassa nella gamma dei nuovi processori Intel, con solo 3 MB di cache di secondo livello, eppure offre una frequenza operativa e di bus (800 MHz) confrontabile solo con il ben più costoso T7500 della generazione precedente a 65 nanometri. Abbiamo ottenuto 4354 PC Mark05 per quanto riguarda l’analisi delle prestazioni complessive del sistema, mentre il solo test della CPU, sempre di PC Mark, ha fermato il punteggio a 5256.

La configurazione di test prevede Vista Home Premium a 32 bit e 2 GB di Ddr2 a 667 MHz, che vanno a occupare entrambi gli slot di espansione disponibili. Quanto alla grafica, è quella offerta dal chipset Intel 965, che non gestisce ancora le DirectX 10 ma va bene per la visualizzazione bidimensionale e le applicazioni 3D meno impegnative. Niente FPS dell’ultima generazione, quindi. Quanto al disco, è un SATA da 160 GB da 2,5 pollici, rimovibile abbastanza agevolmente da uno sportellino fissato con alcune viti nella zona inferiore.

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La nuova CPU Intel consente evidentemente di realizzare soluzioni più economiche e più performanti. In questa fascia siamo rimasti invece un po’ delusi dai risultati dell’autonomia, anche se va considerato che la migliore espressione dei processori Penryn verrà raggiunta solo in combinazione con la piattaforma Montevina, che verrà introdotta nel corso del 2008. In effetti rispetto al T7500, il T8100 non cambia nel TDP, che rimane di 35 Watt, per cui c’erano da aspettarsi consumi equivalenti.

E infatti con la relativamente piccola batteria in dotazione da 4,4 Ah, il Tehom ha fatto registrare un tempo con Battery Eater non superiore a 1 ora e 50 minuti. Poco anche per un notebook non espressamente votato alla portabilità.

Conclusioni

Per il suo prezzo, che ricordiamo dovrebbe attestarsi intorno ai 700 euro, il Tehom 7650 è un ottimo notebook, caratterizzato da buone prestazioni e da un’ampia connettività. Grazie al nuovo processore permette di offrire qualcosa in più in termini di brio nelle applicazioni CPU-intensive, come il fotoritocco o l’editing video, mantenendo la convenienza di modelli assai meno efficienti della generazione precedente.

Autore: ITespresso
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