Olimpiadi 2008, avanza la cyber-repressione in Cina

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Le Olimpiadi di Pechino non solo non sospendono gli arresti di blogger, ma li accentuano

Forse non sarà l’Olmpiadi crackdown, ma non si preannunciano neanche come l’Olimpo dei blogger. Parliamo delle Olimpiadi 2008 di Pechino. I giochi olimpici non solo non sospendono gli arresti di blogger, ma li accentuano. Perché ricordarlo ancora una volta? Perché le Olimpiadi greche, cantate dal poeta Pindaro ai tempi della Grecia classica, erano un’occasione di sospensione di guerre e diatribe: una parentesi pacifica. Invece le Olimpiadi, dal ‘900 ad oggi, stanono diventando sempre più una prova di forza delle super potenze verso i dissidenti e un’occasione di repressione. Le hanno definite le Olimpiadi più “Internettiane”: in cui i video online domineranno e in cui la Rete sarà protagonista in tempo reale. Ma i blogger cinesi, saranno poco cyber in queste Olimpiadi, offuscate da una cappa cyber-repressiva.

A poche settimane dall’inizio dei giochi Olimpici, il giro di vite contro i blogger dissidenti è iniziato. La polizia cinese ha arrestato un famoso dissidente, Du Daobin, che sfruttava Internet come mezzo di comunicazione. Si tratta del terzo arresto in prossimità dell’avvio dei Giochi dei Cinque Cerchi.

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