Olpc non rispetta le consegne

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Oggi sono in molti a chiedersi se l’organizzazione di Negroponte sia veramente in grado di portare a termine il compito di cui si è fatta carico

IL NOTEBOOK umanitario di Negroponte è di nuovo nei guai. Oltre a dover fronteggiare l’ormai aperta concorrenza di Intel e Microsoft, deve fare i conti anche con problemi di organizzazione e produzione.

È partita male la concretizzazione del sogno di un PC da 100 dollari, subito diventati poco meno di 200 per il lievitare dei costi di produzione.

Per recuperare il denaro necessario a far partire a pieno regime la produzione, la fondazione OLPC aveva deciso di avviare l’iniziativa Give One, Get One, che chiedeva agli acquirenti americani di comprare un XO per 400 dollari ottenendo allo stesso tempo che una seconda macchina venisse donata ai paesi in via di sviluppo.

Il sistema prevedeva addirittura un metodo di tracciamento della spedizione che avrebbe permesso a chi aderiva di seguire direttamente le fasi della consegna del proprio dono alle popolazioni in difficoltà.

In questo mod o sono state vendute 80.000 macchine e altrettante sarebbero dovute partire, ma così non è stat o. Dopo diversi mesi molti notebook restano ancora in attesa di essere assemblati e si alzano già le proteste di quanti si aspettavano conseguenze in breve tempo del loro gesto caritatevole.

Oggi sono in molti a chiedersi se l’organizzazione OLPC sia veramente in grado di portare a termine il compito di cui si è fatta carico, risolvendo i problemi di produzione e gestendo le consegne di milioni, o anche solo di centinaia di migliaia di pezzi come prevedeva il piano ambizioso di Negroponte.

Autore: ITespresso
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