Open Call, il software per le Telco

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Una piattaforma software per le telecomunicazioni fisse e mobili Open Call, con Open View, rappresenta un pilastro della strategia software di HP

La piattaforma software Open Call è costituita da una suite di prodotti che vengono sviluppati in tutto il mondo: tre centri di ricerca negli Stati Uniti, due in Francia (a Grenoble e Sophia Antipolis) in cui lavorano parecchi ricercatori italiani, oltre a Svezia, India e Cina. OpenCall permette di implementare, integrare e distribuire servizi sulle reti fisse e mobili e di sfruttare la convergenza fra la comunicazione voce e Internet, fornendo agli operatori gli strumenti e le tecnologie necessarie per realizzare nuove applicazioni nelle aree videostreaming, video messaging, servizi on demand, videotelefonia e triple play. Un esempio di questi servizi evoluti è il Video Contact Center realizzato da HP per Vodafone Portogallo, che consente di instaurare videoconferenze tra utenti Vodaphone dotati di videotelefono mobile e operatori del call center Vodafone. Tutti gli operatori di TLC italiani utilizzano attualmente OpenCall. Gianni Piana, responsabile OpenCall del Regional Solution Center HP di Grenoble, delinea le principali tendenze tecnologiche delle piattaforme per le NGN “La tecnologia si sta muovendo secondo chiari trend. Innanzitutto una maggiore velocità di trasmissione poiché la telefonia mobile 3G e la diffusione della banda larga richiedono una core network molto più veloce. Anche i tradizionali produttori di centrali telefoniche tendono ora ad abbandonare i sistemi proprietari per utilizzare tecnologia standard, come ATCA (Advanced Telecomm Computing Architecture), lo standard industriale hardware per schede e chassis dei sistemi TLC carrier grade supportato da Intel. La diffusione delle reti basate su IP provoca un avvicinamento sempre più marcato tra gli enti di standardizzazione delle TLC, come ITU ed ETSI e quelli di Internet, come IETF, per la definizione di protocolli comuni come Voice XML e SIP. Particolarmente importante è la nascente famiglia di standard IMS (IP Multimedia Subsystem), che definiscono un’architettura aperta per le reti IP multimediali, necessaria agli operatori TLC per offrire servizi multimediali controllati dalla rete, come i servizi di presenza, videoconferenza, instant messaging e instant multimedia group communication, collegando in rete sistemi di produttori diversi. La migrazione a questa nuova architettura sarà comunque graduale, per difendere gli enormi capitali investiti nelle reti e nei terminali TLC. Rafael Brugnini, responsabile commerciale della divisione, afferma: “L’obiettivo principale dei nuovi servizi evoluti è semplificare e potenziare il modo di comunicare. Gli stili di vita stanno cambiando. Si lavora sempre più spesso a casa, e anche in vacanza, è difficile non guardare la mail:. L’obiettivo della ricerca HP è di rendere sempre più efficiente e piacevole l’uso del tempo delle persone. In quest’ottica aiutiamo gli operatori a costruire un’infrastruttura in grado di adattarsi alle richieste dei loro clienti. L’architettura IMS può aiutare i gestori a realizzare in modo più facile e veloce i nuovi servizi evoluti e gli utenti a interagire in modo più facile con questi servizi. La facilità d’uso è fondamentale per il successo dei nuovi servizi. Per esempio il WAP non è decollato perché l’utilizzo era troppo complicato e frustrante”.

Autore: ITespresso
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