Open Source: La nascita del meta distretto

Management

Le soluzioni Open Source possono essere l’occasione per sviluppare
competenze e capacita’ in grado di ridare vitalita’ alle imprese
italiane.

ROMA. Il giorno 25 febbraio si e’ tenuto a Roma un incontro – promosso da Censis, RUR e Atenea – che ha avuto l’obiettivo di fare il punto sulla diffusione dei software Open Source nelle pubbliche amministrazioni, e sulle conseguenze che la crescita delle comunita’ Open Source sul territorio sta comportando in termini di sviluppo locale. Sono stati presentati in anteprima, nel corso dell’incontro, i dati dell’indagine dell’Osservatorio OCID (Osservatorio Citta’ Digitali) di RUR e Censis sulla penetrazione delle soluzioni Open Source tra gli Enti locali e, contestualmente, e’ stata offerta un’analisi di scenario sulle peculiarita’ della via italiana all’ Open Source. Inoltre e’ stato annunciato un grande progetto di sviluppo di soluzioni Open Source, particolarmente dedicate alla formazione, da parte di una rete collaborativa di soggetti a favore delle pubbliche amministrazioni e delle piccole e medie imprese (il c.d. meta distretto dell’open source). Dall’incontro e’ emerso che l’Open Source potrebbe costituire una leva tutt’altro che secondaria per riavviare le dinamiche di mercato, soprattutto a livello locale. La stessa pubblica amministrazione sta facendo molto in questo senso. Ma non basta e lo scenario italiano resta ancora caratterizzato da deficit di innovazione in condizioni di rallentamento economico. Secondo i dati, dell’Osservatorio Citta’ Digitali (OCID) della Rur e del Censis, emersi nel corso dell’incontro gli utenti Internet crescono di giorno in giorno, essendo passati dal 21,3% della popolazione nel 2000 al 32,1% nel 2003, ma permangono forti resistenze nell’introdurre strumenti, del resto gia’ consolidati, per la gestione della routine familiare: il 59,2% delle famiglie per pagare le bollette si reca ancora ogni due mesi alla posta, il 40,5% utilizza la piu’ comoda domiciliazione bancaria e solo lo 0,3% delle famiglie italiane usa modalita’ innovative tramite telefono o internet. Inoltre tra gli italiani maggiorenni solo il 35,6% ha una carta di credito e il 54,2% un bancomat, strumenti essenziali per poter eseguire transazioni on line o telefoniche. Il settore imprenditoriale registra non solo un’arretratezza complessiva in quanto a soluzioni adottate, ma anche un atteggiamento di chiusura e di diffidenza nei confronti delle soluzioni piu’ avanzate. Nel settore pubblico ormai tutte le piu’ grandi amministrazioni locali dispongono di un sito Internet istituzionale per comunicare con le famiglie e le imprese. E’ un dato importante che testimonia la crescita di una cultura dell’innovazione di un settore (quello pubblico), il quale, superando stereotipi e luoghi comuni, e’ diventato un simbolo dello sviluppo e della diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Anche in questo caso, pero’, l’introduzione di nuove tecnologie non ha ancora portato a una revisione nell’organizzazione e nella gestione dei servizi alle imprese e alle famiglie. On line e’ possibile pagare l’ICI nel 17,5% dei comuni maggiori, ma e’ difficile portare a compimento altri tipi di pratiche. Per uscire dalla crisi, per far crescere la propensione all’innovazione, e’ necessario mettere a punto nuovi modelli e nuove soluzioni che non siano le semplici trasposizioni commerciali di tecnologie messe a punto altrove. Le soluzioni open source, i progetti finalizzati a sviluppare soluzioni specifiche per le piccole e medie imprese italiane e per la pubblica amministrazione, possono essere l’occasione non solo per ridurre i costi spesi in licenze software, ma anche per sviluppare competenze e capacita’ in grado di ridare vitalita’ alle imprese italiane. Di recente sono stati forniti anche gli strumenti normativi per favorire un simile sviluppo con la direttiva del Dipartimento dell’Innovazione e delle Tecnologie datata 19 dicembre 2003 sullo sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle pubbliche amministrazioni, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 31 del 7 febbraio 2004. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
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