Open Source: software a basso costo e un differente modello di mercato? IDC pubblica il primo «Nordic Study on Open Source»

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La promessa di software a basso costo e di un diverso modello di mercato che consenta agli utenti di esercitare una maggiore influenza sulla produzione sta rendendo l’Open Source software (OSS) un argomento molto dibattuto.

I settori pubblici del nord d’Europa considerano l’Open Source software come alternativa a basso costo del software proprietario. Stanno parimenti cercando di creare alternative ai monopoli di mercato, accrescendo la competitività nel mercato e incoraggiando una più diffusa accettazione di standard aperti. Anche le compagnie private mostrano interesse verso l’OSS, ma da un punto di vista costi/benefici più pragmatico. IDC prevede che il mercato per i sistemi server Linux crescerà rapidamente nei prossimi cinque anni, totalizzando entro il 2006, una cifra di 200 milioni di dollari, quasi cioè un terzo delle vendite mondiali di server. Questo porterà il mercato del software per i sistemi Linux (la maggior parte consisterà in software proprietario che funziona su Linux) a totalizzare 250 milioni di dollari entro il 2006. “Il mercato per il software Open Source, e Linux in particolare, è destinato a vivere una grande crescita nei prossimi cinque anni. A seguito dell’adozione da parte del settore pubblico e del crescente supporto fornito dai vendor tradizionali, Linux e altri prodotti open source verranno accettati sempre più anche dagli utenti commerciali» ha considerato Per Andersen, managing director di IDC Nordic. “Allo stesso tempo, vedremo come il movimento intorno all’open source cambierà per adattarsi ai paradigmi commerciali tradizionali per andare incontro ai bisogni dei consumatori». Esiste tutta una serie di miti intorno al software open source. Uno di questi è che il software sia sviluppato, supportato e fornito attraverso comunità di volontari e di risorse gratuite. Non è vero, e i professionisti IT con un profitto dal software open source portano avanti la maggior parte del lavoro. Dunque, l’OSS necessita oggi di essere finanziato e supportato da vendor tradizionali come Sun, IBM e HP. IDC ritiene che l’OSS possa essere significativamente impiegato in molti casi, in particolare se la decisione sul suo impiego venga presa in base a considerazioni economiche globali invece che su un programma politico volto a interferire con le dinamiche di mercato. «IDC ritiene anche che la decisione di utilizzare software open source non sia semplice come molti di coloro che sostengono l’open source vorrebbero che si credesse» continua Per Andersen. «Gli utenti si trovano di fronte alla difficile scelta tra un prodotto a basso costo iniziale e un prodotto con garanzie». «IDC suggerisce i professionisti IT prendano in considerazione qualcosa di più che il semplice costo di acquisto quando si tratta di valutare il TCO (Total Cost of Ownership) di una qualsivoglia nuova tecnologia. Altri fattori, come le scelte IT strategiche, gli standard aziendali, le capacità e le competenze degli staff IT, la disponibilità delle applicazioni, lo sviluppo delle applicazioni e considerazioni sulle performace, dovrebbero essere considerate parte di una valutazione complessiva» conclude Per Andersen.

Autore: ITespresso
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