#OpenNomine mette al centro la trasparenza: alla vigilia del voto per le nomine AgCom

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Con l’hashtag #opennomine, ITespresso ha seguito la vicenda delle nomine AgCom e Garante Privacy. Forti dubbi su alcuni CV. Domani il voto

Per la Privacy è perfino candidato un dermatologo, anche se l’art. 153 del Codice Privacy afferma che i componenti devono essere esperti di riconosciuta competenza nelle materie del diritto o dell’informatica. Per AgCom addirittra i CV sono stati depositati dopo la “spartizione” o, se preferite, l’accordo fra i partiti. Agorà Digitale, in nome della trasparenza, aveva messo online sul proprio sito i CV pervenuti nei tempi richiesti, e poi, via Twitter, tramite gli account di @perdukistan e @agoradigitale con l’hastag #OpenNomine, ha seguito la vicenda delle nomine AgCom e Garante Privacy.
Agorà Digitale ha chiesto un rinvio del voto, ma i partiti, PD e PDL, hanno messo in agenda domani il voto per le nomine in AgCom e Authority Privacy. E, dopo il gentleman agreement, nessun rinvio è all’orizzonte.

Erano state chieste audizioni, dichiarazioni su assenza di conflitto interessi, e un cambio di regolamento. Invece è finita che le nomine delle Authority sono in mano ai partiti: Maurizio Décina, ordinario del settore scientifico disciplinare Tlc presso la V Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano, è il nome del PD per la prossima squadra dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AgCom), mentre al terzo Polo è stata lasciata la candidatura di Francesco Posteraro, con un passato in commissioni bicamerali e d’inchiesta: ” senza alcuna competenza specifica” come osserva Massimo Mantellini. Il PDL punta invece sulla riconferma di Antonio Martusciello e Antonio Preto.

Il commento dell’avvocato Guido Scorza dei giorni scorsi è stato caustico: “Senatori e Deputati della Repubblica appaiono condannati ad agire da burattini di legno, chiamati a ratificare la scelta dei loro segretari e di Montecitorio. Un ruolo svilente e mortificante“. Luca Nicotra su Twitter non usa mezzi termini: “Posteraro, Martuscello e Soro (…) Fino a voto non ci dobbiamo rassegnare. Ci aspettano 7 anni d’inferno“. Anche Marco Scialdone chiede a Soro di fare un passo indietro.

Radicali e IDV promettono di “uscire fuori dall’aula parlamentare al momento del voto”, per non avallare alcune di queste scelte, condotte senza trasparenza e senza apparente meritocrazia, almeno relativamente ad alcuni nomi.

AgCom: fra toto-nomine e quote rosa
<p>AgCom: fra toto-nomine e quote rosa</p>
Autore: ITespresso
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