OpenOffice.org 2.0 beta

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Più compatibilità con Office e un vero database sono le novità nella nuova versione

La tanto attesa major release di OpenOffice, la 2.0, è ormai entrata nella fase finale dello sviluppo, e dovrebbe essere disponibile in versione definitiva intorno alla metà del 2005. Già la pre-beta 1.9 m65, resa disponibile da OpenOffice.org a fine Dicembre in occasione dell’annuncio finale, si rivelava abbastanza stabile. La nota suite per la produttività da ufficio opensource costituisce la base del pacchetto StarOffice di Sun, ed è disponibile per i sistemi operativi Linux, Sparc Solaris, Intel Solaris e Windows. Dal punto di vista degli standard, le novità sono importanti. In questi ultimi tempi l’Unione Europea sta facendo pressioni affinché i formati Xml di OpenOffice divengano degli standard Iso e possano interagire con quelli di Microsoft. La beta dimostra che ciò è avvenuto, visto l’adeguamento dei formati file allo standard Xml definito dal consorzio Oasis (Organization for the Advancement of Structured Information Standards). L’estensione dei file è cambiata completamente: per i documenti, master o modelli Writer si è passati da Sxw/Stw/Sxg a Odt/Odf/Odm, per i fogli di calcolo o modelli Calc da Sxc/Stc a Ods/Odt , per le presentazioni Impress da Sxi/Sti a Oop/Otp, per Draw da Sxd/Std a Ood/Otd, per Math da Sxm a Oof. In più la versione 1.9.65 prevede i nuovi formati Oth per i modelli di documenti Html (ora è possibile esportare i file Html in formato XHtml 1.0), e Odb per i database creati con il modulo apposito. Una delle più vistose novità della versione è infatti l’integrazione nella suite del motore di database open source Hsql, basato su Java. Un’aggiunta che intende colmare, almeno in parte, la lacuna che OpenOffice aveva nei confronti dei concorrenti commerciali StarOffice e MsOffice. Per consentire l’utilizzo di Hsql anche da parte degli utenti digiuni di programmazione, OpenOffice include un’interfaccia grafica chiamata Base. Grazie ad essa, è possibile creare database, report, query (ricerche), e relazioni tra campi, sfruttando anche la disponibilità di numerosi wizard (termine che ha sostituito quello ormai desueto di Pilota), come in un vero database stand alone. In quanto Dbms Sql, il motore è in grado di connettersi tramite Jdbc, e di importare file da dBase, Ms Access e MySql. Per quanto riguarda gli altri moduli (adesso ognuno di essi porta il proprio nome sulla barra del titolo), di primo acchito si viene colpiti dalla notevole somiglianza con l’interfaccia utente di Office 2003, anche se poi a ben guardare, le differenze ci sono, sia in senso negativo che positivo. Un elemento di cui subito si nota la mancanza è la barra degli strumenti, che nelle versioni precedenti di OpenOffice appariva tipicamente posta in verticale a sinistra nello schermo, e che ora fa parte delle numerose barre disponibili, configurabili e personalizzabili anche nell’estetica. Nella suite i menu sono quelli di sempre, ma ad essi è stato aggiunto il nuovo Tabella. Somiglianza più stretta con Office, certo, e tuttavia i nomi con cui gli utenti Microsoft sono abituati a riconoscere i medesimi comandi rimangono ab- bastanza diversi e privi di opzioni analoghe (Ricarica invece di Aggiorna, Vista pagina anziché Anteprima di stampa, Testo automatico anziché Glossario, Barre dei simboli che in Office sono le barre degli strumenti eccetera). Inoltre le collocazioni nei menu talvolta si rivelano opposte. Per esempio, se negli applicativi Office per aprire gli ultimi documenti ci si posiziona ormai d’istinto nella parte inferiore nel menu File, in Writer la procedura è differente. Gli sviluppatori hanno preferito riunirli (forse più razionalmente) nella parte alta del menu, in un sottomenu chiamato Documenti recenti, che memorizza anche file creati con gli altri moduli di OpenOffice e Office, aperti o modificati di recente (aumentati a dieci). Hanno subito miglioramenti grafici, anche se rimangono un po’ “naif” rispetto a quelli di Word, i pulsanti della barra Standard e quelli del Navigatore, strumento ancora onnipresente in OpenOffice e innegabilmente funzionale. Altro retaggio delle vecchie versioni è lo Stilista, cui ora è possibile aggiungere nuovi stili di paragrafo, testo o cella, con un semplice drag&drop. Del resto, ritocchi e variazioni si ritrovano dappertutto nei cinque moduli che compongono la suite: negli strumenti per gestire in ogni dettaglio i frame (la cui larghezza ora è in grado di ridimensionarsi automaticamente in base alla larghezza del testo immesso) e i form Xml durante la costruzione di pagine o moduli Web, mediante barre ad hoc; nel controllo dello scorrimento del testo nelle tabelle, che ora possono venir annidate; nella funzionalità DataPilot (tabella Pivot), dotata di nuove opzioni di filtraggio dei dati e di campi multipli; nell’introduzione di tasti di scelta rapida per favorire l’accessibilità, e nel mig l i o r a m e n t o d e l l a p r o t e z i o n e dall’esecuzione automatica delle macro. Altra novità importante: facendo clic su File-Firme digitali, OpenOffice consente di firmare digitalmente un documento utilizzando l’algoritmo di crittografia Xml. Gli sviluppatori di OpenOffice hanno lavorato molto per migliorare la compatibilità con i formati di Office. Importando in Writer un documento Word, la disposizione degli oggetti grafici e delle tabelle, come pure la formattazione delle linee di testo cui è stata applicata una spaziatura, vengono conservate meglio. Un’altra nuova funzionalità di Writer unisce in un singolo stile gli stili di bordo diversi di due celle adiacenti in una tabella facendo prevalere “la legge del più forte”, come avviene in Word. In OpenOffice Calc, per facilitare la compatibilità con Excel il numero massimo di righe per foglio è stato fissato a 65.536, ed è possibile ingrandire o ridurre il foglio di lavoro in stampa per farlo rientrare nel numero di pagine desiderato, opzione non prevista nelle versioni precedenti. La compatibilità di Impress con PowerPoint è invece stata migliorata rendendo indipendente dal carattere applicato la spaziatura tra le righe. Inoltre, durante l’importazione, le password che proteggono file di Word o Excel, e sono note all’utente, vengono riconosciute e caricate in OpenOffice, assieme con i file stessi.

Autore: ITespresso
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