OpenOffice.org corregge le falle e vola a Pechino

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Un ottobre di novità e record preannuncia la Conferenza di Pechino. Può essere seguita in diretta sul sito dell’Associazione Plio

L’Associazione PLIO annuncia OpenOffice.org 2.4.2, un aggiornamento della versione 2.4.1 per gli utenti che utilizzano Windows 98 e MacOS X PPC e non possono passare alla versione 3.0, che non supporta queste piattaforme. Si tratta di una release di manutenzione che risolve alcuni problemi di sicurezza, per cui il PLIO suggerisce a tutti gli utenti di effettuare l’aggiornamento a OOo 2.4.2 o 3.0 a seconda della configurazione del proprio PC. OpenOffice.org 2.4.2 in italiano è disponibile nelle versioni per Windows, MacOS X PPC e Linux RPM all’ indirizzo .

L’annuncio arriva alla fine di un mese di ottobre che rimarrà nella storia della suite e in particolare della versione italiana, con il superamento del traguardo dei 4 milioni di download dall’inizio del 200 8, che è stato raggiunto grazie al record di 666.991 download nel corso del mese (di cui 476.705 della sola versione 3.0) alla media di 21.516 download al giorno. In occasione del Linux Day, l’Associazione PLIO e l’Italian Linux Society hanno lanciato la campagna: “Proteggi una specie a rischio di estinzione: adotta un utente di Microsoft Office“, che in un solo giorno ha portato decine di migliaia di adesioni.

“L’obiettivo dei 5 milioni di download nel 2008, che all’inizio dell’anno sembrava completamente fuori dalla nostra portata, potrebbe addirittura essere superato”, afferma Italo Vignoli, consigliere dell’Associazione PLIO. “Portiamo la testimonianza di questo successo alla Conferenza di Pechino, dove si discuterà anche dei progetti per il futuro. La nostra esperienza nel marketing verrà messa a disposizione di tutta la comunità, per stimolare la crescita nei mercati in cui OpenOffice.org incontra una maggiore resistenza”.

La Conferenza di Pechino può essere seguita in diretta sul sito dell’Associazione PLIO: h ttp://www.plio.it , e sui blog di Italo Vignoli: http://www.italovignoli.com (in italiano) e http://www.italovignoli.org (in inglese), a partire da martedì 4 novembre.

Autore: ITespresso
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