Operativo Galileo, il Gps europeo

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Galileo, il Gps europeo

Dal 2018 tutte le automobili vendute dovranno montare hardware Galileo, a scopo di soccorso d’emergenza, ma le self-driving car europee usanno la tecnologia di Galileo per la guida autonoma

Dopo 17 anni e 10 miliardi di euro d’investimenti, nonostante diverse vicissitudini, Galileo, l’anti Gps europeo, diventa operativo. Ha solo 18 satelliti su 24 previsti, ma entro il 2020 il sistema totalizzerà 30 satelliti in orbita, 6 dei quali fungeranno da backup dei principali. Il competitor europeo dell’americano Gps parla anche italiano: è italiana Telespazio, che per 10 anni si occuperà della Spaceopal co-prodotta con l’Agenzia Spaziale Tedesca; è italiana Thales Alenia Spazio; la stazione di terra del Fucino regolerà il funzionamento della rete Galileo, insieme alla sede dell’ESA a Monaco Di Baviera.

L'europeo Galileo sfida l'americano Gps
L’europeo Galileo sfida l’americano Gps

Gli investimenti finora ammontano a 10 miliardi di euro, ma raggiungeranno i 13 miliardi con il lancio degli ultimi 4 satelliti previsti dal programma.

Dal 2018 tutte le automobili vendute dovranno montare hardware Galileo, a scopo di soccorso d’emergenza, ma le self-driving car europee usanno la tecnologia di Galileo per la guida autonoma. Ma non sarà solo l’industria Automotive a usare Galileo, ma ne sfrutteranno le potenzialità anche ricerche ambientali, studi sulla ionosfera e sul cambiamento del clima.

I vantaggi per l’Europa sono quantificati in circa 90 miliardi di euro nel prossimo ventennio, come disse Antonio Tajani, Vicepresidente Vicario del Parlamento europeo.

Autore: ITespresso
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