Operazione Fibra 2010: banda ultra larga per l’Italia

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AgCom: cresce la banda larga, cala la rete fissa

Fastweb, Vodafone Italia e Wind hanno presentato ufficialmente il progetto aperto per una rete in fibra ottica (fiber to home) con investimenti da 2,5 fino a 8,5 miliardi. Il viceministro per lo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, ha affermato che “è fondamentale il coinvolgimento di Telecom Italia“. Ma Telecom Italia è rimasta fredda: ha offerto disponibilità generica, ma senza cambiare il piano di investimenti del gruppo e senza lasciare spazi di manovra. Intanto Tiscali risponde con Ope-Net, una soluzione W-Fi per la PA. L’autostrada digitale in banda ultra larga è una priorità per l’Italia in vista di E-gov 2012 e Expo 2015? Pro e contro dell’Italia broadband

Di banda ultra larga l’Italia ha enorme necessità: sia in vista della PA digitale (E-gov 2012) che di Expo 2015. Finora le Regioni sono andate in ordine sparso. Ora il piano di Vodafone Italia, Fastweb e Wind mette sul piatto investimenti per 2,5 miliardi su 15 grandi città in 5 anni. Si tratta di un progetto aperto da estendere, in un secondo tempo, a tutti i centri con più di 20.000 abitanti, al fine di raggiungere il 50% della popolazione italiana con investimenti complessivi per 8,5 miliardi.

I tre operatori pensano a una società mista controllata per un terzo dai tre operatori, per un terzo da Telecom Italia e per un terzo dalla Cassa Depositi e Prestiti (Cdp).

Il capitale, i 2,5 miliardi per la parte iniziale del progetto, potrebbe essere costituito da un terzo di equity e due terzi di debito. I tre operatori hanno ufficializzato questa iniziativa: una delle tre ipotesi del piano realizzato per il governo dal consulente Francesco Caio.

L’Ad di Vodafone Paolo Bertoluzzo ha spiegato che in dieci anni la manutenzione della rete attuale, che è vecchia e non al passo con le esigenze delle città digitali, può essere più costosa rispetto all’investimento in una rete Ngn.

Ma il piano di Vodafone, Fastweb e Wind è sostenibile? I pro del passaggio alla Rete Ngn sono a tutti evidenti. I contro dell’iniziativa, sono i seguenti: sembra una mossa per forzare Telecom Italia a uscire allo scoperto; il piano contiene il rischio di una seconda rete alternativa che nessun paese, come l’Italia, può permettersi.

E la politica? Il governo Berlusconi ha messo in stand-by (e non ancora sbloccato) gli 800 milioni di euro per la banda larga italiana. L’AgCom di Corrado Calabrò proporrà invece a luglio un’agenda in dieci punti per promuovere la banda larga e ultra-larga in Italia.

Secondo Stefano Quintarelli, cablare in fibra ottica tutta Italia costerebbe circa 20 miliardi di euro: come 320km della autostrada pedemontana, oppure come 15 portaerei Cavour, oppure come 350km della TAV Milano-Torino.

Autore: ITespresso
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