Ora la piadina è anche on-line

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Un sito prezioso per chi ama la cucina e i sapori gustosi. Il significato epocale di un piatto semplice, apprezzato anche dagli stranieri

Acqua, farina di grano tenero, strutto. Sono questi gli ingredienti storici della piadina, ormai disponibile anche nei supermercati della Grande distribuzione organizzata, grazie allaggiunta di sale e di altri agenti lievitanti. Per Giovanni Pascoli, la piada era il pane dei romagnoli, poi apprezzato anche dagli abitanti delle altre regioni e infine pure dai turisti estivi di massa. Qualcuno ne ha voluto vedere una rude versione primordiale anche in una delle dettagliatissime descrizioni fatte da Virgilio nellEneide. E comunque certo che, tra il 1500 e il 1600, il pane azzimo – condito con lardo/strutto e cotto su pietra – fosse uno degli alimenti più frequenti sulla tavola delle famiglie più povere. Poi, tra la fine dellOttocento e linizio dello scorso secolo, la piadina incominciò a essere usata per accompagnare i salumi fatti in casa della tradizione contadina. Con le scarpe grosse e il cervello fine che li ha sempre contraddistinti, questi ultimi pensarono poi di portarla fuori casa, allestendo baracchini improvvisati sulle strade più vicine ai loro paesi, dove resistono ancora. Unanticipazione, se vogliamo, del catering industriale sulle autostrade di oggi. Per gli appassionati di cucina e per gli amanti dei sapori genuini, cè ora anche un sito web, con tutte le indicazioni per trovare questi punti di ristoro (con la piadina, un bicchiere di Albana o di Sangiovese non manca mai) a denominazione di origine controllata. Lindirizzo è il seguente www.piadinaonline.com Lelenco è da scaricare quanto prima, per metterlo nel cruscotto dellauto, pronto da consultare per la prossima gita al mare.

Autore: ITespresso
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