Oracle, l’Information Company c’est moi

Management

A Oracle OpenWorld, tenutosi di recente a San Francisco, la società delinea un nuovo modo di andare sul mercato e presenta alcuni tasselli importanti dell’offerta

L’impegno della società, ha dichiarato in un recente incontro Mario Bonzano, senior vice president Oracle Southern Europe, si orienta verso il passaggio da una visione di prodotto a una visione architetturale; alla base di tutto il concetto di informazione. Prima era il dato, che si trasforma in informazione, da informazione evolve a conoscenza, e da conoscenza si eleva a sapienza all’interno dell’azienda. L’informazione non è solo un dato organizzato, ma è un dato organizzato che tiene conto delle sue relazioni ed è utilizzabile in real-time. Ed oggi è evidente a tutti come un’ incompleta condivisione (sharing) di informazioni porti inefficienza in azienda, mentre un corretto utilizzo dell’informazione diventi fondamentale per avere qualità. Dalla gestione dei dati alla capacità di creare e gestire informazioni, un salto di qualità che vede Oracle impegnata in prima linea”. Quello che si vorrebbe ottenere è un circolo virtuoso tra qualità delle informazioni e un miglioramento dei processi e quindi dell’efficienza dell’azienda. È un cammino che Oracle ha intrapreso dalla sua fondazione, essendo un’azienda che ha fatto del trattamento delle informazioni il proprio core business, processo che è passato attraverso una serie di passi evolutivi (rdbms, accesso all’rdbms da dbase diversi, suite applicative, business flow,?). Con lo slogan Information Company, oggi Oracle pone nel mirino l’architettura, passando quindi da una visione di singolo prodotto a una più architetturale, e presenta alcuni annunci evolutivi: la seconda release 10g, la componente Bam dell’Application Server, un’evoluzione della Collaboration Suite, un miglioramento della suite applicativa in termini di verticalizzazioni. La struttura dell’architettura concepita da Oracle parte da un’infrastruttura di base, il Grid computing, a questa si sovrappone un repository di dati, il Data Hub, che è un elemento di normalizzazione di dati. Vi è poi il livello di business process (applicazioni native o integrazione tra applicazioni diverse), il tutto reso disponibile agli utilizzatori attraverso una capacità di accesso ai dati. Il Grid computing, lanciato più di un anno fa, continua ad evolvere. A San Francisco è stato annunciato la 10g release 2, di cui nel database sono stati rafforzati i livelli di disponibilità, gestibilità e sicurezza. Il secondo livello dell’infrastruttura, il repository dei dati definito Data Hub, per favorire un utilizzo coerente di applicazioni estremamente diversificate rende il dato fortemente unificato. Alla componente Product Data Hub si affiancherà una versione Citizen Data Hub, una Financial Consolidation Data Hub e via via altre componenti. Il terzo livello dell’architettura riguarda la componente applicativa, che può essere totalmente nativa Oracle o estremamente eterogenea. Nel caso di applicazioni native, Oracle mette in campo l’E-Business Suite, un set di prodotti applicativi che dal lato cliente a quello fornitore attraversa tutta la catena estesa dell’azienda. Altra suite applicativa, che permette di avere i dati normalizzati in forma nativa è la Collaboration Suite, soluzione che rende accessibili strumenti per la collaborazione aziendale. L’ultimo layer di questa architettura è data dalla capacità di accesso, Information Acess, dove Oracle pone l’Application Server come elemento per accedere a informazioni strutturate e non attraverso qualsiasi device. Una strategia sostenuta da un 13% del fatturato totale investito in Ricerca & Sviluppo, in cui sono impiegate circa 8.000 persone e da una politica di acquisizioni sia puntuali, a completamento dell’offerta (ne sono un esempio le recenti Collaxa e Phaos) che a tutto campo, come quella Peopleosoft. Ma questa è una lunga storia!

Autore: ITespresso
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