Ordine degli informatici: avanza la controriforma delle professioni.

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Fita lancia l’allarme su una proposta di legge per l’istituzione dell’ordine dei dottori informatici: "E’ antistorica e sarebbe un suicidio per l’informatica italiana" afferma il presidente Ennio Lucarelli.

Roma – ‘La proposta di legge n. 3894 per l’istituzione dell’ordine degli informatici presentata recentemente alla Camera da parte di deputati della maggioranza e assegnata il 18 giugno scorso alla Commissione Cultura in sede referente ‘ sostiene il presidente di Fita Ennio Lucarelli – e’ la riprova, semmai ce ne fosse ancora bisogno, del clima corporativo che imprigiona ancora il mondo delle professioni e impedisce di portare a compimento ogni ipotesi di modernizzazione del settore’. Non usa mezzi termini Lucarelli per bollare come ‘antistorica’ una proposta di legge come quella di rinchiudere la professione informatica, che e’ la colonna portante della new economy, nella dimensione restrittiva di un regime protetto. ‘La proposta – incalza il presidente di Fita – materializza il pericolo, che Fita ha sempre denunciato in questi anni. E cioe’ che invece di modernizzare le professioni ordinistiche aprendole al mercato e alla concorrenza, si legge in una nota stampa, come si sta muovendo l’Unione Europea e come raccomandato in piu’ occasioni dall’Antitrust, in Italia si finiscano per imbrigliare le nuove professioni, forse nell’illusione di creare anche in questi campi piccoli orticelli di privilegi’. ‘In realta’ ‘ fa notare Lucarelli- con proposte di questo tipo non si fa che minare le capacita’ competitive dell’economia italiana soprattutto nei settori knowledge intensive, come indica il deficit costante della Bilancia Tecnologica dei Pagamenti giunto a ‘ 4.250 milioni di euro nel periodo da gennaio a ottobre 2002, di cui oltre l’80% e’ a carico delle attivita’ professionali’. ‘Un segnale comunque positivo ‘ conclude il presidente di Fita ‘ ci arriva dal Governo che ha deciso di non presentare il testo Vietti come maxi emendamento al disegno di legge quadro sulle professioni in discussione al Senato. Ci auguriamo che nel frattempo dal Parlamento emerga la volonta’ di completare il ciclo di lavori iniziato da piu’ legislature, per realizzare una riforma delle professioni in grado di dare ai nostri professionisti una disciplina all’altezza dei compiti che la competizione internazionale esige’. STUDIOCELENTANO.IT

Autore: ITespresso
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