Oscurato, WikiLeaks torna su con un nuovo dominio

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WikiLeaks: La CIA spiava smartphone e smart tv

Amazon ed EveryDns hanno staccato la spina a WikiLeaks, ma il sito delle fughe di notizie torna visibile: grazie a un host svizzero

La partita a scacchi fra hacker e governativi, è iniziata. Oscurato, WikiLeaks torna su con un nuovo dominio svizzero: WikiLeaks.ch. Dopo il Ddos da 10 Gbyte, dopo che Amazon  ha staccato la spina a WikiLeaks e PayPal sbarrato l’account, ecco che il sito delle fughe di notizie torna visibile: grazie ad un host svizzero. All’indirizzo http://213.251.145.96. Wikileaks ha quattro indirizzi disponibili: Wikileaks.ch, Wikileaks.de, Wikileaks.nl, Wikileaks.fr.

Su Twitter si legge “Il dominio Wikileaks.org e’ stato eliminato da everydns.com dopo asseriti attacchi di massa“.  Nel messaggio c’e’ anche il link a un sito di donazioni che riporta l’invito: “Manteneteci forti“. Anche TableauSoftware ha deciso di chiudere l’account di Wikileaks in quanto violava i termini di uso (e sotto pressione di politici Usa).

Mentre il mondo dà la caccia Julian Assange, nascosto nel sud dell’Inghilterra (inseguito da un mandato di cattura internazionale dell’Interpol, a causa dell’accusa di stupro da parte di due ragazze svedesi), il sito è sotto assedio: prima Amazon ha eliminato l’hosting sul suo cloud, anche se non aveva motivo di staccare la spina in quanto non infrangeva alcuna legge (Amazon è protetto dal Dmca); ora EveryDns.net ha fatto l’ultimo brutto scherzo al sito.

Amazon.Com ha motivato il provvedimento con la violazione del contratto per quanto riguarda l’uso “responsabile” degli strumenti, ma ha negato di aver agito a pressioni politiche o agli attacchi informatici: ma Joe Lieberman, presidente della Commissione del Senato americano sulla sicurezza nazionale, aveva chiesto delucidazioni sui legami tra Amazon.com e Wikileaks, forse mettendo Jeff Bezos in “difficoltà”. La mossa di Amazon è stata criticata aspramente da WikiLeaks, in quanto chi vende libri dovrebbe rispettare la libertà d’espressione e il Primo Emendamento della Costituzione Americana.

La Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ) condanna la reazione politica contro il sito Wikileaks e addita la dura reazione degli Stati Uniti accusati “di attaccare la libertà di espressione” in seguito alle pressioni sui server di hosting e Dns. Time Magazine ha detto: “(WikiLeaks) potrebbe diventare un tool giornalistico importante come il Freedom of Information Act“.

Nelle ultime ore Wikileaks.org sembrava ospitato dalla francese OVH, e ora come ora dovrebbe essere la svedese Bahnhof a garantire la visibilità di Cablegate. NetCraft spiega i dettagli tecnici.

Julian Assange di WikiLeaks
Julian Assange di WikiLeaks
Autore: ITespresso
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