Osservatorio GeCo (Politecnico di Milano): Alle Pmi serve un metodo di progettazione

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Anche se l’80% delle aziende controlla le performance dei propri processi di progettazione, meno del 50% è a conoscenza dei metodi standard di gestione dei progetti aziendali. La fotografia dell’Osservatorio GeCo

Secondo l’Osservatorio GeCo (Gestione dei Processi Collaborativi di Progettazione), alle PMI e grandi industrie italiane manca un metodo nei processi di progettazione. Per far fronte alla globalizzazione dei mercati e all’incalzare delle aziende nei paesi emergenti, le imprese e Pmi italiane devono scommettere su prodotti e innovazioni ad alto valore aggiunto. Tuttavoa il processo di progettazione non è sempre efficiente: per il 94% dei tecnici sono troppi i cambiamenti richieste in corso d’opera su un progetto e l’86% dei progettisti sono oberati di lavoro.

Anche se l’80% delle aziende controlla le performance dei propri processi di progettazione, meno del 50%è a conoscenza dei metodi standard di gestione dei progetti aziendali. La priorità delle aziende consiste nell’introduzione di modifiche procedurali e organizzative, mentre la seconda priorità è rappresentata dai piani di formazione.

L’80% delle aziende promuove già la gestione del lavoro attraverso team interfunzionali, secondo un approccio orientato alla Concurrent Engineering, ma la comunicazione e la condivisione di informazioni nelle varie fasi di ricerca, progettazione e ingegneria rimane per lo più verbale: il 30% della conoscenza è patrimonio delle persone e della loro collaborazione; l’investimento in soluzioni ICT è refrattario e il 94% dei tecnici individua ancora rallentamenti nello sviluppo di un prodotti dovute alle continue richieste di modifica in corso d’opera.

L’analisi ha indagato i rispettivi processi di progettazione e ha trovato un mondo variegato, composto da molteplici soluzioni, anche se con alcuni fattori comuni” sottolinea Monica Rossi. “Prima di tutto, l’elevata attenzione delle imprese alla concurrency dei propri processi, da intendersi sia come parallelizzazione della attività, che come collaborazione intra-funzionale (e spesso intra-aziendale). Segue – anche se a un livello inferiore – la predisposizione per metodi e procedure standard di lavoro, tramite cui semplificare e linearizzare i processi di sviluppo e progettazione. Infine, anche il ricorso agli strumenti informatici, sia per le attività di modellazione che di scambio dati, risulta consistente e di rilevante impatto”.
In questo,” commenta Sergio Terzi, “le PMI rivelano una maturità mediamente rapportabile alle grandi imprese, che sono protagoniste di una competizione globale che sempre più si gioca sulla capacità di generare innovazione e di metterla in pratica in tempi rapidi, cioè di progettare in modo più efficiente e più efficace: un’arte di origine italiana.”

Osservatorio GeCo (Politecnico di Milano) per le PMI @shutterstock
Osservatorio GeCo (Politecnico di Milano) per le PMI
Autore: ITespresso
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