Intel ha risposto alla decisione dell’Antitrust Ue , annunciando l’appello contro la maxi-multa da 1,06 miliardi di euro .
Intel nega di aver mai commesso violazioni delle normative Ue e di aver mai venduto sottocosto: “Riteniamo che le nostre attività non abbiano violato le leggi europee. La conseguenza naturale di un mercato competitivo con solo due player primari è che quando uno dei due incrementa le proprie vendite, lo stesso non accade all’altro. La Direzione Generale per la Concorrenza della Commissione Europea ha ignorato o non ha voluto acquisire prove significative che contraddicono la sua decisione. Questi riscontri dimostrano come il mercato premi le aziende che agiscono bene, mentre si comporti all’opposto nei confronti di aziende che non performano” conclude la nota di Intel.
Il Ceo di Intel Paul Otellini ha già annunciato il ricorso: “Malgrado il nostro fermo punto di vista, abbiamo intenzione di collaborare con la Commissione durante la procedura d’appello per accertare che stiamo agendo nel rispetto della loro decisione. Infine, non vi è alcun dubbio che Intel continuerà a investire nei prodotti e nelle tecnologie che assicurano all’Europa e al resto del mondo le migliori performance di processore ai prezzi più bassi.”
Intel è accusata di aver tenuto un rapporto esclusivo di vendita con Media-Saturn-Holding. L’accusa a Intel e Media Markt è di aver fatto un “patto di cartello contro Amd“. Amd ha puntato il dito contro Intel, accusando il colosso dei chip di pagare Media-Saturn-Holding tra i 15 e i 20 milioni di dollari per vendere solamente chip e computer con processori Intel, grazie a un’esclusiva segreta che sarebbe stata siglata nel 1997. Intel nega quanto affermato da Amd e dalla Ue, e promette il ricorso in appello.
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