Outsourcing nella P.A. si o no?

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Le modalita delloutsourcing nel settore dei pubblici servizi non sono ancora chiare e definite

MILANO. Recentemente il presidente della Fita (Federazione delle imprese del terziario avanzato, aderente a Confindustria) Ennio Lucarelli ha contestato liniziativa di molte Regioni che stanno costituendo proprie societa allo scopo di esternalizzare i servizi interni, tra cui quelli informatici, per farne un business secondario. Questa dura presa di posizione e intervenuta in un momento piuttosto delicato in cui e stato costituito presso il Ministero della Funzione Pubblica un gruppo di lavoro che tra i vari obiettivi ha proprio quello di definire le procedure standard dei capitolati e dei relativi criteri di valutazione con i quali la P.A. manifesti la sua volonta di esternalizzare alcuni servizi nonche quello di definire gli standard qualitativi e di costo dei servizi da dare in outsourcing in modo che siano competitivi sul mercato. Indubbiamente il ricorso alloutsourcing, specialmente in materia informatica, presenta, da un lato indubbi vantaggi economici e semplificazioni operative, dallaltro pone lutente nel rischio di non poter piu controllare il proprio patrimonio informatico soprattutto se, in forza di successiva diversa determinazione, dovesse ripristinare il proprio sistema o trasferirlo ad altro fornitore. Questo, specialmente, quando si affidano allesterno tutte le attivita di sviluppo e di gestione operativa delle strutture informatiche. Il contratto di outsourcing, nato ovviamente dallautonomia negoziale e non disciplinato nel codice, costituisce un negozio atipico destinato sicuramente a futuri sviluppi sia nel settore privato che in quello pubblico, in quanto tende a soddisfare al massimo le esigenze operative dellutente. Proprio in considerazione di tali aspetti presenta delle indubbie complessita che richiederebbero una sufficiente regolamentazione specialmente nel settore dei servizi pubblici. Ed e proprio questo, in sostanza, il problema, evidenziato dal presidente della Fita che lamenta un improprio ricorso della P.A. allesternalizzazione a danno delle societa specializzate nel settore. In effetti, quanto sostenuto dal Lucarelli non e peregrino in quanto allo stato attuale, a prescindere dalle attivita del recente gruppo di lavoro costituito presso la Funzione Pubblica, cio che e stato fatto concretamente per avviare il trasferimento a privati di servizi gestiti dalla P.A. e stato solo un regolamento da parte del Ministero dellEconomia e delle Finanze emanato nel maggio 2002 che si limita ad elencare i servizi che potranno essere ceduti in outsourcing (tra cui quelli informatici ed affini). Laffidamento ai privati viene subordinato alla condizione indispensabile della maggiore economicita avuto riferimento anche agli oneri relativi al personale, ai mezzi ed alle strutture necessarie. Inoltre, e tale regolamento che prevede la possibilita per i Ministeri di costituire delle Spa per la gestione dei servizi di propria competenza dintesa con il Ministero del Tesoro che detiene sempre il ruolo di primo azionista. [ STUDIOCELENTANO.IT ]

Autore: ITespresso
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