Ovum e Gartner, prime analisi sull’accordo Microsoft Yahoo!

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All’annuncio dell’accordo decennale il titolo di Yahoo! è crollato: è finita la luna di miele tra gli azionisti e il nuovo Ceo Carol Bartz. Si temono l’Antitrust, il rischio di cannibalizzazione della ricerca e lo spettro Aol che aleggia su Yahoo!

Lo storico accordo tra Microsoft e Yahoo! , secondo alcuni detrattori, assomiglia alla storia della montagna che, alla fine, partorì solo un topolino: tanto rumore, per nulla (Microsoft-Yahoo! detiene il 28% contro il 65% di Google). Secondo altri, è un regalo inaspettato per Google: tra i due fidanzati, il terzo (Google) gode (nella fase biennale di integrazione IT, Yahoo! potrebbe subire un’emorragia di talenti). Infine, per altri il vero rischio che ora corre Yahoo!, è di fare la fine di Aol: rinunciare ad essere un’azienda IT, per diventare una media company. Senza vedere “una barca di soldi”. Ma andiamo con ordine.

Iniziamo dallo spettro di Aol che aleggerebbe sull’accordo. C’è dell’ironia nel fatto che, mentre Google abbandona Aol, svalutando di circa un terzo il suo investimento nell’azienda di cinque anni fa, Yahoo! possa ripetere analoga esperienza: rinunciare al proprio search engine, affidarsi a Microsoft Bing, vedere la ricerca cannibalizzata e poi, tra dieci anni, rischiare di fare la stessa fine. Secondo ZdNet , l’ipotesi non è così remota: l’integrazione IT in 24 mesi non sarà una passeggiata. In due anni, Yahoo! può subire una fuga di cervelli verso altre aziende, invece che un travaso verso Microsoft. Inoltre Google non deve condividere dati con nessuno: Microsoft e Yahoo! invece sì, e l’Antitrust potrebbe intravedere problemi relativi alla privacy. La migrazione dalla piattaforma Panama Yahoo! al sistema Microsoft AdCenter, potrebbe creare disaffezione negli inserzionisti (anche se Yahoo! in passato ha già affrontato la migrazione da Overture a Panama: ma due transizioni in pochi anni, forse sono troppe). Da non sottovalutare le differenzae culturali tra Microsoft e l’open source Yahoo!.

Annunciato l’accordo, il titolo di Yahoo! è crollato in Borsa. Finisce la luna di miele tra gli azionisti e il Ceo Carol Bartz: l’accordo vale un flusso di cassa di 275 milioni di dollari l’anno per Yahoo!, non sembra “quella barca di soldi” che Bartz aveva fatto sperare (una volta fallita, nell’era di Jerry Yang, l’Opa da quasi 45 miliardi, poi saliti a 47,5 miliardi di dollari, e poi sfumati un anno fa). Secondo il Financial Times , gli azionisti speravano in una cifra annuale tra il mezzo miliardo e il miliardo di dollari: più vicina agli 800 milioni che offriva un anno fa Google, prima delle minacce Antitrust (che fecero naufragare l’intesa anti Microsoft). In realtà Carl Bartz ha messo mano a una riorganizzazione importante (per eliminare una struttura incoerente) e a tagli per eliminare ridondanze e costi inutili: un lavoro prezioso.

Ieri Yahoo! ha rinunciato ad essere un’azienda IT, per diventare una media company che, con la nuova home page Front Doors, strizza l’occhio a Facebook, Twitter, eBay e ai social network. Yahoo! offre il suo core asset a Microsoft: rinuncia a una ricerca consolidata per Bing, che è troppo giovane (è nato a maggio) per sapere se davvero piace.

Nel mobile, dove Google cresce a vista d’occhio, Microsoft è in difficoltà da tempo: Windows Phone ha perso appeal rispetto ai rivali, e nella ricerca mobile non ha rivelato alcuna solida strategia. Secondo BetaNews , questo accordo non è una bene per Microdoft, ma è peggio per Yahoo!.

Le società di analisi stanno valutando l’accordo tra Microsoft e Yahoo!. Ovum parla parla di una sfida: sia sul fronte manageriale (con grandi cambiamenti per il management task) che operativo-tecnico. Gartner teme l’Antitrust, perché Microsoft e Yahoo! insieme avranno accesso alle history e acquisti di milioni di utenti: non passerà inosservato nè in Usa nè nella Ue.Signal Hill non crede che Bing fermerà la perdita di share della combinata Microsoft-Yahoo!: due più due, nel business, non fa sempre quattro: 19,6% + 8,4% non è detto che dia come risultato 28%.

Comunque sia, Microhoo! sarà il progetto più interessante e monitorato per i prossimi due anni.

Autore: ITespresso
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