Oxfam: Ottacinque super Paperoni si spartiscono metà della ricchezza mondiale

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Wef a Davos: Oxfam denuncia le diseguaglianze nel mondo
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Alla vigilia del Forum economico mondiale (WEF) di Davos, Oxford Commitee for Famine Relief (Oxfam) afferma che la grave recessione mondiale ha amplificato le disuguaglianze economiche

Ottacinque Paperoni si spartiscono metà della ricchezza mondiale. Oxford Commitee for Famine Relief (Oxfam), confederazione di 17 organizzazioni non governative che lavorano con 3.000 partner in più di 100 paesi contro povertà ed ingiustizia, denuncia l’aumento esponenziale delle sperequazioni nel mondo. Se la gran parte della popolazione mondiale subisce gli effetti della crisi in maniera pesante, una fascia minoritaria di pochi super ricchi, diventa sempre più prospera. La grave recessione mondiale ha amplificato le disuguaglianze economiche. Alla vigilia del Forum economico mondiale (WEF) di Davos, l’1% della popolazione è in posseso di più della metà delle ricchezze mondiali. C’è, poi, un patrimonio equivalente a quello posseduto da tutta la metà più povera della popolazione globale, vale a dire gli averi di circa 3,5 miliardi di persone, è in mano a una minuscola casta di 85 super paperoni. In 24 dei 26 Paesi per i quali ci sono dati sul periodo 1980-2012, queste élite di super ricchi hanno aumentato costantemente il loro reddito. Così, il ricchissimo 1% della popolazione della Cina, del Portogallo o degli Stati Uniti ha più che raddoppiato la sua quota del reddito nazionale negli ultimi trent’anni. Persino nei Paesi reputati come più ugualitari, come la Svezia e la Norvegia, la percentuale di reddito finita nelle tasche dell’1% dei più benestanti è aumentata del 50%.

È noto che l’hi-tech spinge i Paperoni in cima alla classifica di Forbes. Al primo posto, con una ricchezza di 73 miliardi di dollari, svetta Carlos Slim Helu di America Movil, seguito da Bill Gates con un patrimonio di 67 miliardi di dollari, ma Gates ha donato miliardi alla fondazione e lascerà la metà del suo patrimonio a chi ne ha più bisogno; i coniugi Gates insieme a Warren Buffett sono i fondatori del Giving Pledge. Al quinto posto, Larry Ellison di Oracle con un patrimonio di 43 miliardi.  Il Ceo Larry Page si piazza al ventesimo posto (5° nell’hi-tech) con 23 miliardi di dollari; Sergey Brin al 21esimo con 22,8 miliardi. Alla casella 51 (la settima contando solo le aziende IT) si posiziona Steve Ballmer con una fortuna di 15,2 miliardi e Paul Allen al 53esimo con 15 miliardi di dollari. Invece Eric Schmidt di Google è al 138esimo con 8,2 miliardi. Al 98esimo posto è la vedova di Steve Jobs, Laurene Powell Jobs, con 10,7 miliardi. Mark Zuckerberg di Facebook è il più giovane miliardario in classifica  con un patrimonio netto di 13,3 miliardi. Jeff Bezos di Amazon è al terzo posto con 25,2 miliardi. Michael Dell entra al 49esimo della nella top 50 grazie a 15,3 miliardi di dollari.

Oxfam spiega che l’accrescimento di queste diseguaglianze è causato dalla deregolamentazione finanziaria, da sistemi fiscali non equi e da regole che non contrasto l’evasione fiscale. Inoltre denuncia le misure di austerità, le politiche che disincentivano la popolazione femminile e la confisca delle rendite del petrolio e delle estrazioni minerarie. “Senza un’azione concreta per ridurre queste disuguaglianze i privilegi e gli svantaggi si trasmetteranno di generazione in generazione, come ai tempi dell’Ancien Régime. Vivremo allora in un mondo dove la parità di opportunità non sarà che un miraggio”, denuncia Oxfam.

Speriamo che faccia proseliti l’impegno filantropico di Bill Gates a donare una parte consistente del proprio patrimonio, lasciando a figli solo una percentuale dell’eredità, ha fatto parlare di “capitalismo solidale” o “compassionevole“. All’iniziativa di Bill Gates (uomo più ricco del mondo) e Warren Buffett (noto come l’Oracolo di Omaha, e storico numero due nella classifica di Forbes) hanno già aderito esponenti del gotha finanziario americano e ora anche miliardari cinesi. Bill Gates investe molto nella lotta contro la malaria, Aids, tubercolosi e altre malattie diffuse nei paesi in via di sviluppo, ma anche in attività di più ampio respiro. Il 50% di patrimonio da devolvere alla filantropia è l’idea di Gates e Buffett, spiegata sul sito TheGivingPledge.

Invece Google.org, fondata da Sergey Brin e Larry Page, si impegna a combattere le minacce più impellenti dei nostri giorni: dai cambiamenti climatici alle malattie infettive emergenti (sfruttando nel primo caso PowerMeter e Flu trends di Google), passando per la povertà e le cure mediche. Il progetto Google Project 10^100, l’iniziativa lanciata nel 2008, ha appena premiasto i vincitori di cinque differenti progetti (compreso uno sull’educazione in Africa) con un premio di 10 milioni di dollari.

 

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