P2p, il cinema italiano chiede gli Ip dei pirati a Telecom

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Dopo il caso Peppermint, Fapav torna all’attacco dei cyber-pirati: chiede a Telecom i dati oppure i danni, ma per ora Telecom Italia non cede. In Italia i paletti del Garante Privacy sono oggi invalicabili

Dopo il varo della Dottrina Sarkozy in Francia e il plateale ringraziamento di Fimi al Presidente francese (in copia al Premier italiano Silvcio Berlusconi), Fapav, la federazione anti-pirateria del cinema italiano, prova a chiedere gli Ip dei pirati a Telecom.

Per ora Telecom Italia non cede, forse perché memore della strigliata del Garante Privacy nel caso Peppermint : s piare gli utenti del file sharing con attività di monitoraggio è illecito.

Le società private non possono svolgere attività di monitoraggio sistematico per individuare gli utenti che si scambiano file musicali o giochi su Internet.

La diffida di Fapav a Telecom sembra un ultimatum: o Telecom dà i dati degli utenti accusati di file sharing illecito o Fapav chiederà il risarcimento danni.

Telecom ha risposto che non può fornire i dati, e il caso Peppermint insegna che se lo facesse, violerebbe la Legge sulla Privacy. Infatti in Italia la tutela della Privacy prevale sul diritto d’autore.

Ovviamente, la querellenon finirà qui: c’è da scommettere che il Ddl Carlucci o la proposta di legge Barbareschi rispunteranno fuori presto, corazzate di tutto punto, per offrire nuove armi agli “sceriffi del copyright”, e per punire i cyber-pirati forse come avviene proprio in Francia: con la disconnessione dalla Rete. Le grandi manovre sono già cominciate.

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Autore: ITespresso
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