P2p, LimeWire verso il KO

Autorità e normativeAziendeMarketingMercati e FinanzaNormativa

Tredici case discografiche contro la piattaforma di Peer to peer LimeWire. La Riaa chiede l’ingiunzione permanente e il sequestro dei beni

La Riaa (Record Industry Association of America) vuole la resa di LimeWire, la piattaforema di Peer to Peer (P2p) sconfitta in tribunale. Sono ben tredici le case discografiche (Arista, Atlantic, BMG Music, Capital, Elektra, Interscope, LaFace, Motown, Priority, Sony BMG, UMG, Virgin e Warner Brothers) che hanno trascinato in causa la piattaforma P2P Limewire chiedendo al giudice il KO definitivo: l’ingiunzione permanente e il congelamento dei beni della società.

Già a maggio il fondatore del Peer to peer LimeWire Mark Gorton era stato riconosciuto colpevole di violazione di copyright. Il giudice Kimba Wood, del Distretto sud di New York, aveva dato ragione all’industria musicale.

Nel 2008 LimeWire , come l’ex Napster, ha cercato di riciclarsi come music store dalla veste legale. La musica di LimeWire divenne legale e senza Drm, separandola dal P2p. Secondo un sondaggio del 2009 di Npd Group, erano account LimeWire il 58% di chi scaricava musica dal peer-to-peer un anno fa. Riaa ha fatto causa a Lime Group nell’agosto 2006.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore