P2p, nuova ondata di denunce in Italia

CyberwarSicurezza

Il caso Peppermint potrebbe essere solo l’assaggio di un ciclone che sta per
abbattersi sugli utenti di Telecom, Tiscali e Wind. Una società di videogiochi
si è rivolta a Logistep per nuove denunce

Nel caso Peppermint il Garante della Privacy si è costituito in giudizio: è ancora presto per tirare le somme degli effetti dell’operazione Peppermint. Gli utenti, accusati di violazione del copyright, sono stati raggiunti da una raccomandata, con cui è stato chiesto un risarcimento da 330 euro per chiudere la vertenza con i discografici tedeschi (anche se la Magistratura può sempre aprire il capitolo penale). Tuttavia il caso Peppermint è tutt’altro che chiuso e anzi rischia di allargarsi: sarebbero in corso altri due procedimenti cautelari in corso a Roma contro Tiscali e Wind Infostrada, questa volta messi in moto da una società polacca che opera nel mercato dei videogiochi, dopo essersi rivolta alla solita svizzera Logistep. A lanciare l’allarme è Altroconsumo: un nuovo un ciclon e che sta per abbattersi sugli utenti di Telecom, Tiscali e Wind. Ma per Fiorello Cortiana (membro del Comitato consultivo sulla Governance di Internet del Ministero dell’Innovazione) l’azione legale della Peppermint si fonda su “un danno presunto e non documentato da prove“. Ma nuove denunce si profilano all’orizzonte sul P2p italiano: dopo il caso della teutonica Peppermint, potrebbe aprirsi il caso della polacca Techland.

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