PA locali, le lumache dell’Ict

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Il rapporto Assinform cita ritardi e inefficienze nei servizi al cittadino degli enti locali. Ecco l’e-government che ancora non va

Gli enti locali sono la pecora nera della PA italiana. Di fronte ai buoni propositi dell’e-government italiano, c’è uno zoccolo duro, rappresentato dalla Pubblica Amministrazione locale, che secondo il rapporto Assinform non ha ancora saputo ingranare con le opportunità del governo elettronico, e su cui invece gravano tuttora inefficienze, lentezze e ritardi. Vediamo i dati del rapporto Assinform sugli enti locali, realizzato in collaborazione con NetConsulting.Dalle regioni alle province, dalle comunità montane ai piccoli e grandi comun i: è qui che l’e-government si è fermato, o forse solo rallentato. Iniziamo dalla spesa IT negli enti locali: con un decoroso +3,5% nel 2003 e 2,2% nel 2004, è anche superiore alla media del mercato Ict, ma risulta una spesa inadeguata e non corrispondente alle reali esigenze. Inadeguata perchè le cifre assolute sono ancora modeste, trattandosi di un giro d’affari che ammonta solo a 740 milioni di euro nel 2003. Non è poi su misura delle reali necessità perché manca la capacità di gestire l’It acquistato in tutte le sue potenzialità: per 51% delle province a frenare l’ostacolo non è la mancanza di dispositivi informatici, bensì la scarsa cultura informatica del personale addetto. Ma se l’IT non gioisce, neanche le TLC brillano di luce propria: il grosso della domanda delle telecomunicazioni, nel 2003, è avvenuto nell’80,1% dei casi nei comuni, rispetto al 14,7 per cento delle regioni, al 4,7% delle province, allo 0,5% delle comunità montane. Gli investimenti in Tlc hanno sostenuto una spesa di 564,8 milioni di euro nel 2003 registrando una crescita sul 2002 pari all’1,7%, in linea con il mercato generale delle Tlc. Tornando all’Ict, il comparto più in difficoltà è l’hardware, mentre reggono le spese su software e servizi. Infine uno dei grandi problemi delle PA locali itali è il gap tra nord e sud, questo muro di digital devide che pare tuttora inscalfibile: al sud infatti si trova la maggior parte dei comuni (tra i 3mila e i 10mila abitanti) dove si spendono 2 euro per cittadino, mentre in generale nei comuni come meno di mille abitanti si spendono 5,5 euro per residente, fino a 13 euro per i comuni con oltre 100mila abitanti. L’accesso a Internet, se è ormai esteso a tutti gli enti locali, non è accompagnato in molti casi dalle reti locali interne: spesso manca l’interoperabilità fra sistemi interni e con i sistemi della PA e degli altri enti nel territorio. La banda larga è quasi totalmente sconosciuta: la maggior parte delle connessioni è via modem o Isdn.

Autore: ITespresso
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