Pacchetto Telecom, semaforo verde dalla Ue alla riforma Tlc

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L’Unione europea ha approvato la versione definitiva della riforma delle Tlc: in vigore dal primo gennaio 2011. Nasce il Berec, l’organo europeo di regolatori di settore. Pro e contro del Pacchetto Telecom

La Ue ha concesso disco verde al “pacchetto telecomunicazioni”. L’approvazione apre alla riforma Tlc, in nome della tutela per gli utenti e della concorrenza nella banda larga. Il Pacchetto Telecom entrerà in vigore dal primo gennaio 2011.

Gli eurodeputati hanno votato a favore in larga maggioranza. La riforma Tlc è destinata a spingere l’acceleratore sulla concorrenza sul mercato europeo e proteggere i diritti degli utenti, ma anche sul taglio dei prezzi Tlc e sull’investimento in banda larga e reti Ngn. Al centro della riforma spiccano anche temi chiave come la portabilità del numero, la trasparenza dei contratti e il trasporto dei dati su Internet.

Si parla anche di separazione funzionale della rete per agevolare la concorrenza: si tratta di una possibilità offerta ai regolatori nazionali.

Nasce l’organo europeo di regolatori di settore (Berec, Body of european regulators in electronic communications) che prenderà decisioni a maggioranza.

Ma come ogni riforma, ha i suoi pro e contro. I Pro li abbiamo già messi in evidenza. Sui contro si è aperto da tempo un dibattito: l’emendamento 138, nato dallo strappo francese sull’approvazione della Dottrina Sarkozy (oggi Hadopi 2). Il testo assicura qualche garanzia, ma non scongiura che la Ue adotti una legge dei tre schiaffi contro i pirati digitali su Internet.

La disconnessione o riduzione della connessione non può avvenire senza una procedura corretta e imparziale. Ovvero con procedure proporzionate e democratiche. Ma i “tre schiaffi” della Dottrina Sarkozy non sono affatto scongiurati.

Autore: ITespresso
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