Paesaggi creativi

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Luce,colori,forme.Osservando attentamente ciò che vi circonda,scoprirete mille modi diversi per interpretare in modo non tradizionale la fotografia di paesaggio.

Il paesaggio è uno dei soggetti più interessanti che possa capitare di fotografare. Studiare il carattere del paesaggio, lo spettacolo della luce che, cambiando, fornisce aspetti sempre nuovi della medesima situazione, offre numerosissime occasioni per riprodurre immagini suggestive. Il digitale offre l’opportunità di poter controllare immediatamente il risultato sul display della fotocamera, e di cancellare e rifare immediatamente ciò che non soddisfa. Un vantaggio che va pienamente sfruttato se desiderate andare oltre il paesaggio banale e tradizionale. Ma per andare oltre, bisogna essere padroni della tecnica e conoscere limiti e pregi dell’attrezzatura che state usando. L’obiettivo Fotografia di paesaggio uguale focale grandangolare. L’equazione è scontata, ma non è corretta. A trarre in inganno è il loro ampio angolo di visione. Più il panorama è grandioso, si pensa, più la focale deve inquadrarne un’ampia porzione. Ma un paesaggio ripreso con il grandangolo è solo uno dei tanti paesaggi possibili. Anzi, spesso l’uso di una focale lunga, invece che corta, permette di ottenere paesaggi più interessanti e meno banali. A prescindere dalla focale, importantissimo, nell’economia finale della fotografia, è il punto di ripresa. Da questo dipende la prospettiva, che è la composizione stessa dell’immagine, e la bellezza del panorama. Le focali grandangolari sono quelle che hanno una lunghezza inferiore ai 50 mm nella fotografia tradizionale. Lo zoom usato dalle compatte digitali riporta sempre l’estensione focale facendo riferimento a quel valore. Per esempio, “equivalente a 35-105 mm” significa che l’obiettivo ha una escursione focale uguale a quella di un obiettivo 35-105mm di una reflex a pellicola 35mm. Più il numero più piccolo si allonta da 50, maggiore sarà l’angolo di ripresa dell’obiettivo. Attualmente la maggior parte delle compatte digitali offre focali grandangolari fino al 35 mm, solo pochi modelli si spingono fino al 28 mm. C’è però la possibilità di incrementare le potenzialità alle corte focali, acquistando aggiuntivi ottici grandangolari. Sono accessori che vanno montati sull’obiettivo e consentono di disporre di focali più corte. Lo scotto da pagare è una leggera diminuzione della qualità dell’immagine, per cui vanno usati solo quando non vi sono altre alternative. La focale grandangolare esalta la prospettiva e rimpicciolisce, nel fotogramma, molti particolari. È consigliabile usarla quando è possibile inserire nell’inquadratura una serie di piani ben definiti, delle “quinte” che gli diano respiro e profondità. Il nome quinta deriva dal gergo teatrale e indica le sagome ai lati del palcoscenico, che lo fanno sembrare più profondo di quanto in realtà non sia. Senza quinta in primo piano, con il grandangolare, si ottiene una immagine piatta, con particolari tanto più piccoli, quanto più corta è la focale. Con il grandangolare si ottiene anche una grande profondità di campo, cioè una maggiore estensione della zona nitida davanti e dietro il soggetto. Per focali tele, teoricamente, si intendono tutte le lunghezze superiori ai 50 mm. Ma nella pratica, per apprezzarne l’effetto, sono considerate tali le focali superiori a 100 mm. Chi non ha grande esperienza di fotografia, in genere non usa queste focali per fotografare paesaggi. Ciò rende le immagini scattate in questo modo molto più attraenti e suggestive, proprio perché poco comuni e per nulla scontate. Caratteristica delle focali lunghe è un apparente appiattimento della prospettiva, per cui i vari piani sembrano molto più vicini l’uno all’altro. Più la lunghezza focale è elevata, più la caratteristica è avvertibile. È una prospettiva interessante che, usata con i dovuti accorgimenti, è in grado di fornire ottimi risultati. Privilegia le superfici e le linee, e per questo aiuta a trasformare un comune paesaggio, una semplice veduta di città, in un quadro astratto. Molte compatte in commercio offrono lunghezze che arrivano a oltrepassare i 300 mm, fino a un massimo di 420/430 mm. Si tratta di veri e propri tele. Con focali superiori ai 150 mm è indispensabile montare la fotocamera sul cavalletto, per evitare il rischio del mosso accidentale, causato dal movimento stesso di chi impugna la macchina. Le compatte con zoom molto potenti, ricorrono a sofisticati sistemi di stabilizzazione, in grado di minimizzare il mosso; svolgono egregiamente il loro lavoro, ma per ottenere una nitidezza ancora maggiore è opportuno in ogni caso usare il cavalletto, oppure appoggiare la compatta su un piano stabile. Per esempio su un muretto, su una roccia piatta. Per alleggerire l’attrezzatura potete anche acquistare un monopiede al posto del cavalletto, un accessorio a una sola gamba molto meno ingombrante.

Autore: ITespresso
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