Pagamenti tracciabili, da gennaio 2014 inizia l’obbligo per diverse categorie

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Professionisti, commercianti, tutti all’appello e alla prova del nove il prossimo 1 gennaio 2014. L’anno prossimo sarà l’anno della svolta sul fronte dei pagamenti con l’obbligo di accettare il pagamento tramite bancomat per qualsiasi tipologia di importo relativo all’acquisto di beni o prestazioni di servizio. Il decreto è pronto

Professionisti, commercianti, tutti all’appello e alla prova del nove il prossimo 1 gennaio 2014. L’anno prossimo sarà l’anno della svolta sul fronte dei pagamenti con l’obbligo di accettare il pagamento tramite bancomat per qualsiasi tipologia di importo relativo all’acquisto di beni o prestazioni di servizio.

Con l’approvazione definitiva del decreto sviluppo 2012/bis (salvo proroghe o modifiche di fine anno), coloro che effettuano “attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali”, dovranno “accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito” (non di credito), quindi, dovranno installare un Pos presso il proprio punto vendita, ufficio o mezzo ambulante. Secondo quanto risulta alla Cgia di Mestre, a prevederlo è l’articolo 15, commi 4 e 5, del decreto legge 179/2012, il quale però prevede anche l’emanazione di un decreto attuativo, non ancora arrivato.Pos

Per quanto riguarda l’effettiva entrata in vigore della norma, è condizionata dall’adozione di uno o più decreti del Ministro dello Sviluppo economico, che dovranno disciplinare le modalità, i termini e i soggetti interessati. In attesa di capire dai decreti attuativi quali saranno i soggetti obbligati, considerando che mancano solo due mesi , ricordiamo che la norma impone le nuove regole a chi effettua “l’attività di vendita di prodotti”, quindi, potrebbero essere interessati non solo i commercianti al dettaglio, ma anche quelli all’ingrosso, i produttori, gli agricoltori, gli ambulanti eccetera.

Secondo la redazione Fiscal Focus, mentre il Consiglio Nazionale degli Architetti dichiara guerra alla nuova disposizione, comunicando ai suoi iscritti che non potrà essere fissato alcun obbligo di Pos per gli architetti che garantiscano la tracciabilità dei pagamenti con strumenti di pagamento come il bonifico e l’assegno bancario, il Ministero dello Sviluppo economico invia alla Banca d’Italia l’atteso decreto attuativo, il quale sembra fissare dei limiti di fatturato per i soggetti obbligati. Più precisamente si parla di una prima applicazione dell’obbligo, fino al 30 giugno 2014 solo ai soggetti che, nell’anno precedente hanno riportato un fatturato superiore a 200 mila euro, e solo per i pagamenti che superino i 30 euro.

Un successivo decreto, da emanarsi entro 90 giorni, individuerà invece gli obblighi in capo ai soggetti che, non superando le soglie previste, beneficeranno della proroga fino al 30 giugno 2014. Per coloro che superano il parametro previsto (ovvero hanno riportato un fatturato nell’anno precedente superiore a 200 mila euro) rimane invece il forte dubbio su quando effettivamente scatterà l’obbligo: è infatti vicinissimo il termine originariamente fissato dal Decreto crescita 2.0, ovvero il 1° gennaio 2014. Dopo gli Ingegneri anche l’Istituto Nazionale dei Tributaristi è intervenuto, chiedendo, con una lettera al presidente del Consiglio, Enrico Letta, un rinvio dell’obbligo di adozione del Pos, nonché una revisione dell’intera disposizione.

Se infatti, in prima battuta è stato rilevato come l’intervento in oggetto fosse un’ulteriore misura nella lotta all’evasione fiscale, non può non ricordarsi che tale finalità sembra essere stata già ampliamente perseguita con il decreto legislativo 231/2007, che, come noto, ha posto il limite di 999,99 euro per l’utilizzo dei contanti, imponendo, per gli importi superiori, l’utilizzo di strumenti tracciabili come assegni non trasferibili e bonifici. Sempre dal 1 gennaio 2014 entrerà in vigore l’obbligo da parte degli intermediari finanziari (banche, poste, istituti di pagamento, fiduciarie eccetera) di effettuare una verifica rafforzata ai propri clienti, che effettuano depositi, prelievi e operazioni di pagamento, per importi unitari superiori a 2.500 euro, a patto che tale limite sia superato utilizzando banconote di grosso taglio (200 euro e 500 euro).

Sempre in base alla norma, dovrà adeguarsi al nuovo obbligo anche chi svolge l’attività di prestazione di servizi, professionisti compresi. Queste novità si applicano indipendentemente dall’importo del pagamento effettuato. I decreti attuativi, però, potrebbero stabilire anche “eventuali importi minimi” delle transazioni interessate ai nuovi obblighi. Potrebbero anche estendere le nuove regole a “ulteriori strumenti di pagamento elettronici anche con tecnologie mobili”.

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