Panasonic Lumix G7 (DMC-G7K), 4K per tutti e non solo in video

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IN PROVA – Panasonic Lumix G7 è una mirrorless micro quattro terzi che consente la possibilità di videoripresa in 4K e propone un sistema per sfruttarlo anche pre-scatto. Una fotocamera che non delude i veri appassionati disposti a fare un passo in più per approfondire la conoscenza di tutte le possibilità offerte

Presentata a metà maggio, abbiamo in prova, e ora è ben distribuita nei diversi canali,  Panasonic DMC-G7 la mirrorless di Panasonic che rende disponibili foto e video 4K a tutti i creativi, quasi senza soluzione di continuità, così per esempio da consentire – anche dalle riprese video – di ottenere singoli fotogrammi da 8 Megapixel, perfetti per la maggior parte degli ingrandimenti.

Panasonic Lumix G7
Panasonic Lumix G7

Panasonic propone la Lumix G7 in tre varianti: solo corpo (DMC-G7), con obiettivo 14-140mm (DMC-G7H) e con obiettivo 14-42mm (DMC-G7K) che è la proposta oggetto della nostra prova. Lumix G7 è una fotocamera mirrorless ad ottica singola, intercambiabile, con sensore Live Mos da 16 MP (in rapporto 4:3, da 17,3x13mm Micro Quattro Terzi), in grado di riprendere video 4K (3840×2160) e il conosciuto processore di immagine Venus Engine (quad-core); è la funzione 4K Photo che permette di scegliere l’immagine preferita, tra i 30 fotogrammi al secondo registrati. Ci sono occasioni in cui il confine tra una fotocamera ben motorizzata e una ripresa video si fa labile, per esempio quando si catturano oggetti in movimento e si vuole scegliere il fotogramma migliore.

G7
Lumix G7

 

Panasonic Lumix G7, descrizione

Lumix G7 pesa circa 410 senza obiettivo, si tratta di una fotocamera prevalentemente in materiale plastico, è dotata di mirino Live View Finder (2,3 MP) per le inquadrature quando non si può o non si vuole usare il display sul dorso, del tutto orientabile, incernierato sul lato corto sinistro al corpo macchina. E’ un display da 3 pollici di diagonale con la risoluzione di 1 MP, touchscreen.

L’impostazione della fotocamera segue la filosofia volta a rendere disponibile con un unico tocco tramite ghiere, leve e pulsanti il maggior numero di funzioni possibili. Così, solo sul profilo superiore si rinvengono ben 4 ghiere, una anche attorno al pulsante di scatto. Per esempio tramite l’abbinata di utilizzo della ghiera attorno al pulsante di scatto (frontale) e posteriore, in modalità Manuale si potranno gestire rispettivamente apertura del diaframma e velocità dell’otturatore. Il tasto sulla ghiera posteriore si usa come tasto Funzione.

Lumix G7 dettaglio
Lumix G7 dettaglio

Sono poi ben visibili e distinguibili le ghiere per scegliere la tipologia di esposizione e quella sul bordo sinistro per autoscatto e scatti multipli. E’ sul dorso invece che si trovano subito accessibili i tasti di blocco AF e esposizione e le impostazioni per la messa a fuoco singola o continua o flessibile. La messa a fuoco sfrutta il sistema DFD (Depth From Defocus) significa che la precisione è determinata non solo dai contrasti di immagine, ma ancorpiù dal confronto di due immagini con diverse profondità di campo.

La fotocamera, Micro Quattro Terzi, supporta tutte le lenti con il relativo logo e i formati Quattro Terzi, Leica M e Leica R con i relativi adattatori. Non ci soffermiamo ulteriormente sugli altri tasti, con la classica impostazione, e lasciamo in questo caso parlare le immagini.

Nel complesso ergonomia e maneggevolezza sono ottime. Preferiamo per esperienza corpi macchina più ‘pesanti’, ancora più stabili, ma è vero che non ci sono sollecitazioni meccaniche da supportare e che gli equilibri sono ottimi, con la nostra ottica certamente.

 

Lumix G7
Lumix G7

Entrando nel dettaglio delle specifiche tecniche di questa fotocamera, prima della prova sul campo, va segnalato il supporto integrato per il WiFi b/g/n, ma non NFC, la possibilità di riprendere scatti fotografici in Raw+Jpg e in tutti i più conosciuti formati, con registrazione spazio colore sia sRGB sia AdobeRGB. Anche per i video ampia flessibilità di ripresa con risoluzione QFHD 4K a 25b o in MP4 a 214p, ovviamente in full-hd AVCHD Progressivo o MPEG4 H.264, con full time AF.

Lumix G7, la prova sul campo

Lumix G7 consente l’inquadratura, ma non è in grado di scattare foto senza l’inserimento della scheda SD (fino a 128 Gbyte) non è quindi dotata di memoria nemmeno per un paio di scatti di emergenza e senza batterie, ovviamente, non consente del tutto l’inquadratura, perché anche Live View è un mirino elettronico, ora con ottima risoluzione e con un paraluce efficace contro le infiltrazioni dall’esterno. Da migliorare l’interazione tra LiveView Finder e Display, abbiamo registrato qualche incertezza nel sistema per cui senza lo spegnimento del display ci siamo ritrovati a modificare dei parametri in modo involontario con il naso. Oppure subito dopo lo scatto, staccandoci dal mirino, non si è attivato tempestivamente il display. Caso molto frequente. Il mirino elettronico è di ottima qualità, anche se noi non lo amiamo, è vero che il primo approccio alla fotocamera suggerisce di usarlo, in questo caso si scopre con soddisfazione che l’interazione con la macchina senza staccare l’occhio dall’oculare è più che discreta. Memorizzando la posizione di quattro comandi principali, saranno tutti immediatamente accessibili.

Lumix G7
Lumix G7

Ci resta ancora il desiderio di poter visualizzare tutte le informazioni sulle ghiere anche al buio, ma sappiamo anche di chiedere fin troppo. Una nota invece per il display touch, che inizia a essere seriamente affollato di icone, pagando un pochino pegno alla pulizia e alla chiarezza. le icone a linguetta laterali non sono molto utilizzabili senza errori. Menu delle impostazioni e software confermano tutte le qualità positive. Siamo chiari, non è questa una fotocamera adatta a chi non è già appassionato ed esperto, le possibilità di controllo sono tutte disponibili e previste, per non pochi aspetti ben più articolate, anche rispetto a quelle di una reflex, padroneggiarle è un’altra cosa, orientarsi richiede comunque un periodo discreto di studio, che sarai poi ripagato, dalla piena soddisfazione di un controllo completo sullo scatto.

Proprio la possibilità di riprese 4K, per intenderci, qualifica bene il destinatario d’uso per eccellenza, appassionato non solo di foto, ma anche di video, e ovviamente con a disposizione già o un display per il pc o un televisore 4K per godere poi dei contenuti creati. Portare la ripresa 4K anche a livello di scelta dello scatto fotografico è una scelta curiosa di Panasonic, che avvicina fotografi a videomaker, inutile dire che è caratteristica da sfruttare non certo con una schedina SD da pochi Gbyte. E’ possibile scegliere tra la modalità Burst Shooting in cui si continua a catturare immagini a 30 fps fino a 30 min, oppure si può scegliere con la prima pressione sul pulsante di scatto di iniziare la cattura di immagini e terminarla con un secondo scatto (Start-Stop), oppure si può utilizzare il 4K per registrare 30 fps appena prima e subito dopo lo scatto sul pulsante per avere 60 momenti tra cui scegliere (pre-Burst).

Lumix G7
Lumix G7, peso ultraleggero perché tutta la scocca è in policarbonato

Iniziamo con i nostri scatti, la messa a fuoco non sollecita nessuna parte elettronica o meccanica tale da farsi percepire dal fotografo, tenetene conto, il feedback è decisamente diverso rispetto allo scatto con una reflex o con il motore AF negli obiettivi, allo stesso tempo il formato della macchina a volte fa cercare ancora la leva dello zoom, per la cui regolazione invece si agisce esclusivamente tramite l’obiettivo. Partenza, via! Se avete già preso confidenza con la fotocamera lo stupore riguarda esclusivamente la qualità dello scatto. Molto buona.

La qualità Raw e Jpeg, convince – ma non innalza l’asticella qualitativa cui ci ha abituato Lumix anche a ISO elevati (6400) per il giusto mix tra dettagli e rumore (quando inevitabile), è merito del filtro che parcellizza il rumore a seconda del cromatismo (Random Filter scompone la parte la parte cromatica e la amalgama ai pixel adiacenti), senza incertezze la messa a fuoco, anche se è troppo breve la corsa per bloccare la messa a fuoco, potete confidare anche nel blocco AF disponibile affianco a Live View Finder.

La messa a fuoco soddisfa anche in condizioni estreme. Lumix G7 permette la conversione Raw già in macchina, uno strumento apprezzato soprattutto dai professionisti e dagli esperti. La nostra percezione è che comunque le rivali APS-C offrano un range dinamico migliore.

Vera pecca invece l’autonomia della batteria quando si inizia a girare i video, ci si lascia ingolosire dalle riprese 4K e si resta troppo presto a becco asciutto (e con i normali scatti è possibile catturare circa 350 foto). Durante le riprese gli utenti mantengono pieno controllo ovviamente su zoom, messa a fuoco (che noi preferiamo manuale) e anche sull’esposizione, ma poiché ISO automatico è disponibile solo in modalità Program, a priorità di tempi e diaframmi, non si può procedere in sicurezza nelle riprese scegliendo sia diaframma sia tempo di esposizione.

E’ facilissimo però inviare uno scatto in rete tramite WiFi, subito dopo averlo effettuato, anche se tutti gli strumenti WiFi richiedono un minimo di confidenza iniziale.

Panasonic Lumix G7, il nostro giudizio

Questa fotocamera, sia per l’impostazione complessiva (la doppia ghiera per esempio) e anche dal punto di vista dei risultati finali, quindi per la qualità di riprese e scatti, non ha nulla da invidiare a una reflex di fascia media, ma resta comunque una soluzione per chi cerca più agilità, ma è ugualmente pronto a una full immersion di expertise, e proprio così si otterrà il meglio, appassionandosi a conoscerla.

La disponibilità di soluzioni 4K anche in ambito fotografico (4KPhoto) è proposta innovativa e interessante, mentre dal punto di vista qualitativo a far la differenza non è il sensore (infatti in Raw siamo ad alti livelli già riscontrati su altre fotocamere Lumic) ma il sistema di riduzione del rumore.

La flessibilità e le potenzialità della messa a fuoco, proprio su una camera come questa saranno sfruttate al massimo a nostro avviso semplicemente con il tocco delle dita sul display. Tra le diverse configurazioni proposte pensiamo che sia più consona allo spirito della fotocamera la scelta dell’obiettivo 14-140mm e non della proposta che abbiamo provato. Consente infatti maggior flessibilità di ripresa senza dover aggiungere altro al corredo.

Siamo molto schietti, la stessa fotocamera in un corpo macchina in lega di metallo avrebbe sortito un riscontro ancora più favorevole, per quanto riguarda le interfacce, bene il comparto WiFi – anche se in alcune funzioni non semplicissimo da ‘assimilare’ – meno bene la mancanza di un’uscita per le cuffie, per fortuna c’è la possibilità invece di utilizzare un microfono esterno.

Lumix DMC-G7 si trova online a circa 700 euro nella versione con obiettivo 14-42mm e a circa 942 euro con l’obiettivo che noi consigliamo. Un prezzo molto equilibrato considerate le caratteristiche complessive della proposta, sarebbe stato un best price con la disponibilità di un corpo macchina in metallo.

Panasonic Lumix G7

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Lumix G7

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